Barracelli da 15 centesimi all’ora

Barracelli Fonni - L'Ortobene il giornale della Provincia di Nuoro

Quindici centesimi all’ora per Fonni, Bitti e Siniscola. Ergo: «Un’irragionevole riduzione dei fondi che non potrà consentire l’espletamento delle funzioni delle compagnie barracellari». Parte dalla Baronia e dalla Gallura, con una lettera sottoscritta da cinque sindaci, la protesta contro la Regione che per il terzo anno consecutivo ha tagliato i premi ai volontari della polizia rurale. Gli amministratori si fanno portavoce di una rivolta generalizzata degli stessi vigilantes che aderiscono all’Unione Barracelli convocati per il 5 febbraio a Castelsardo dove, oltre a rinnovare il direttivo, l’ordine del giorno prevede – testuale – discussione sulle «contromisure da prendere nei confronti della Regione sarda». Perché, oltre a garantire la vigilanza delle Campagne per prevenire l’abigeato e i furti nei casolari (case al mare comprese), negli ultimi anni il ruolo dei barracelli è diventato essenziale nella Protezione civile in particolare nella lotta contro gli incendi estivi e nell’opera durante le emergenze naturali, come si è visto anche nella recente ondata di maltempo. Non a caso, davanti alle calamità o quando si presentano gravi problemi di ordine pubblico, nei paesi dove non sono presenti, si invoca proprio la costituzione delle Compagnie.
Dalla Regione però è arrivato lo scorso dicembre un segnale in controtendenza con la riduzione dei premi che ogni anno si sommano al contributo composto da una quota fissa di cinquemila euro per ciascun Comune più 300 euro a barracello. In pratica la fondazione di nuovi organismi nei paesi dove non sono presenti, auspicata dalla stessa Regione, ha portato all’erosione dei fondi a disposizione perché, nonostante l’aumento dei volontari è rimasto invariato lo stanziamento messo a bilancio. Spiegando la delibera contestata l’assessore regionale al Bilancio Raffaele Paci riconosce la necessità di estendere «la tutela del territorio a tutta la Regione», ma poi ribadisce la necessità di razionalizzare l’utilizzo delle risorse umane e finanziarie presenti». Così, rimasto fermo lo stanziamento in bilancio a tre milioni di euro, le Compagnie sono salite in Sardegna a 161 per 5.617 barracelli in servizio cui sono andate per le spese generali 2.450.500 euro e, quindi, per i premi da stabilire in base alle ore di servizio, il monte ore e le condizioni ambientali sono rimasti meno di 500 mila euro, contro per i contributi i 2.177.500 euro del 2014 e il e 605 mila del 2015.
A dar voce alla protesta dei barracelli sono stati nei giorni scorsi il sindaco Gian Luigi Farris (Siniscola, Comune che nel triennio 2014-2016 si è visto ridurre i premi dell’89,40 per cento), Roberto Tola (Posada, meno 75,23%), Domenico Mannironi (San Teodoro, meno 75,23%), Omar Cabras (Torpè, meno 72,59%) e Giuseppe Porcheddu, primo cittadino di Budoni dove il taglio è stato di “solo” il 68,39 per cento.
«Con queste risorse a disposizione le compagnie non possono assolutamente funzionare », scrivono i cinque sindaci al presidente della Regione: «Il contenimento della spesa portato a questi estremi negativi equivale a decretarne lo scioglimento. Non c’è bisogno di ricordare la stima e la considerazione riconosciute dalla nostra gente per il ruolo fondamentale e insostituibile dei barracelli, diventati essenziali per il presidio a tutela dell’ambiente, dei beni identitari e della proprietà pubblica e privata».
Farris, Tola, Cabras, Porcheddu e Mannironi dicono a chiare lettere che la pesante riduzione delle risorse finirà per togliere ai Comuni un importante supporto anche alla luce delle competenze che vengono via via attribuite sul fronte della protezione civile, la prevenzione della criminalità e la tutela ambientale. Per questo i cinque sindaci, portavoce dei malumori di tutti gli amministratori comunali interessati, chiedono a gran voce «un ripensamento della decisione al fine di scongiurare sia lo scioglimento delle compagnie, sia l’emergere di una pericolosa situazione di mancanza di controllo e tutela dei nostri territori».

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