Barbara, la straniera che protegge i minatori

La sua statua protetta in una nicchia simboleggia una devozione popolare che viene da lontano. Da oltre un secolo i minatori di Orani e di tutti i siti della diocesi si rivolgono a questa martire cristiana per chiedere protezione per la loro vita. Nel buio de sa Matta o nei tunnel di Monte Nieddu, la sua presenza luminosa incoraggia operai giovani e veterani ad andare avanti anche nei giorni più difficili, quando alla fatica quotidiana si aggiungono i tormenti familiari e le difficoltà a chiudere i conti a fine mese. Ogni anno però il 4 dicembre i lavoratori della Maffei e della Imi Fabi, le due imprese che mantengono viva l’attività estrattiva nel territorio, hanno un appuntamento speciale. Il pranzo sociale segue la Messa e la processione che parte dalla chiesa del Rosario. Tutti partecipano per venerare una santa che in realtà era una straniera nel mondo romano e la cui storia risale ai primi secoli dopo la venuta di Cristo. Sulla sua biografia circolano diverse leggende ma a giudicare da alcune fonti autorevoli, dovrebbe essere nata in Turchia nel 273, ciò spiegherebbe il suo essere diversa (in latino la “barbara” indica una straniera, non romana) e il suo straordinario culto nella chiesa orientale. Nel 287 Barbara si trasferì in provincia di Rieti, con il padre Dioscoro, collaboratore dell’imperatore Massimiano Erculeo. A causa della sua conversione alla fede cristiana fu perseguitata e fu consegnata al prefetto Marciano. Durante il processo Barbara difese il proprio credo ripudiando le divinità pagane. Per non aver rinnegato la sua fede il 4 dicembre del 290 fu decapitata con la spada dallo stesso padre, che in seguito fu colpito da un fulmine. Da ciò nasce la tradizione di invocare Santa Barbara contro i fulmini, il fuoco e la morte improvvisa. Santa Barbara accompagna i minatori nella devozione popolare, alcuni di loro amano portare sotto il caschetto o dentro il portafoglio immagini che la ritraggono in varie forme. Comunque la sua venerazione ha alimentato diverse controversie, spingendo tanti teologi a discutere sulla autenticità delle informazioni.
In genere Barbara è la protettrice dei lavoratori che trattano il fuoco e le armi da fuoco: Vigili del Fuoco, artiglieri e pirotecnici, lavoratori che rischiano la vita con la possibilità di morire improvvisamente, senza il conforto dei sacramenti. Peraltro nel linguaggio comune si usa il termine «santabarbara » per indicare il deposito di munizioni nelle caserme o sulle navi.
Santa Barbara è inserita nel gruppo dei quattordici «santi ausiliatori», che i fedeli sono soliti invocare per una loro particolare intercessione.
Per i minatori di Orani é un culto che si tramanda da generazioni, all’ingresso delle cave o nelle occasioni di festa. La si ricorda nelle preghiere per un pericolo scampato o per un dono ricevuto perché la santa venuta da lontano è sempre vicina alle esigenze di una comunità che sa quanto è importante il lavoro estrattivo in un periodo di grandi crisi occupazionali e di fede.

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