Attrarre i pensionati d’Europa per vincere lo spopolamento

Già Aristotele, quattro secoli prima di Cristo, definiva la Sardegna un «luogo dove gli eroi vanno a riposare, a curarsi dagli affanni ». Sono trascorsi ben 24 secoli, da quando il filosofo greco dava una così lusinghiera definizione della nostra isola e, ancora oggi, la Sardegna rimane meta privilegiata di molti. Non viviamo certamente tempi “epici”, e gli eroi in circolazione sono sempre di meno; ma è un fatto che la nostra meravigliosa terra, che quotidianamente calpestiamo e spesso trascuriamo, in un prossimo futuro potrebbe diventare un “buen retiro” per migliaia di pensionati, sempre più alla ricerca di aree meteorologicamente e fiscalmente più accoglienti. La Sardegna come le Canarie insomma, o come la Florida, una sorta di paradiso dove trascorrere bene gli anni della terza età tutto l’anno, e non solamente per quei tre, quattro mesi d’estate.
L’idea scaturisce da quell’annosa problematica che è lo spopolamento, che giorno dopo giorno sta lentamente, ma inesorabilmente, desertificando i centri dell’interno. È un’autentica rivoluzione che, se attuata, potrebbe trasformare l’economia della Sardegna. Arriva da un lungimirante sindaco di un paese della diocesi di Nuoro, Giuseppe Ciccolini, primo cittadino di Bitti, al suo terzo mandato consecutivo. Ha elaborato un disegno di legge da presentare in Consiglio Regionale, in cui propone uno strumento legislativo utile per ripopolare il centro dell’isola. «La proposta di legge – spiega Ciccolini – è finalizzata a sostenere il trasferimento in Sardegna di pensionati provenienti da Paesi Europei che abbiano un’imposizione fiscale simile a quella italiana (Austria, Germania, Francia, Svezia, etc.). Le aliquote base potrebbero essere abbattute con precise forme di incentivazione, tali da rendere particolarmente conveniente la scelta della Sardegna come regione nella quale vivere. Per il provvedimento mi sono ispirato al modello già adottato in Portogallo e riguarda i pensionati che hanno lavorato in aziende private. Si tratta di un incentivo di praticabilità immediata in quanto – precisa – non necessita di modifiche allo Statuto Autonomo e non è incompatibile con la normativa fiscale nazionale». In sostanza, un assegno di pensione più pesante, da spendere in un’area con un clima temperato che, in aggiunta, in questi anni si è costruita una solida fama di “terra dei centenari”. Nessun timore per quanto riguarda le rigide normative comunitarie, in quanto «l’aiuto si traduce in una forma di contributo regionale in denaro e non – specifica Ciccolini – in una agevolazione fiscale in senso stretto. È un versamento a privati e non a imprese, e non viola le norme sugli aiuti UE. Uno dei primi effetti sarebbe quello di far riprendere il settore immobiliare, incentivando l’intero mercato del lavoro in Sardegna, e in particolare i comuni dell’interno, dove gli immobili oramai si svendono quasi ad un prezzo simbolico. In questi centri il mercato è in maggiore sofferenza. La Regione Sardegna incamera i 7/10 del gettito Irpef sulle pensioni, l’incentivo – prosegue il sindaco di Bitti – può essere erogato ai pensionati nella stessa misura. L’agevolazione per i beneficiari consiste in una riduzione del carico fiscale sulle pensioni estere dal 35 per cento al 9 per cento. La Regione incasserebbe comunque l’addizionale regionale Irpef, a copertura delle spese sanitarie dei nuovi residenti. Il beneficiario così pagherebbe meno imposte sulla propria pensione estera, più o meno un risparmio di 10 mila euro all’anno. Il mancato introito fiscale sarebbe a carico solo del fisco estero». La proposta di legge, che il Consiglio Regionale, volendo, potrebbe approvare anche in tempi stretti, è stata presentata lunedì 11 dicembre, nel cine-teatro Ariston di Bitti. Dopo l’apertura del promotore Giuseppe Ciccolini, due dibattiti coordinati dal giornalista Francesco Birocchi. Il primo sul tema “Zone interne e proposte di sviluppo: un’opportunità per la Sardegna” con Efisio Arbau – sindaco di Ollolai; Cristiano Erriu – assessore regionale agli Enti Locali; Antonello Arru – presidente Banco di Sardegna; Pier Paolo Tilocca – presidente ANCE Sardegna; Alessandro Bianchi – direttore RE/Max Sardegna. Secondo tavolo di discussione dal titolo “Una legge quadro per lo spopolamento: una sfida possibile”. con Paolo Maninchedda – presidente Partito dei Sardi; Pietro Pittalis – capogruppo in Consiglio Regionale di Forza Italia; Roberto Frongia – presidente dei Riformatori Sardi; Cristian Solinas – segretario regionale PsdAz; Antonello Cabras presidente Fondazione Sardegna. Le conclusioni sono affidate al vice-presidente della Regione Sardegna, Raffaele Paci.

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