Attenti ai funghi, consulenti Assl

Da Ferragosto i cercatori di funghi si sono scatenati vista la stagione anticipata delle piogge, ma solo da alcuni giorni l’Assl ha attivato il  Servizio di consulenza dell’Ispettorato Micologico «mettendo a disposizione i propri esperti, capaci di garantire – senza pericoli – la commestibilità dei miceti raccolti». Il servizio – si legge in una dove si afferma che «entra nel vivo la stagione dei funghi»,  è rivolto a coloro che intendono sottoporre ad esame di commestibilità i funghi spontanei raccolti, compresi i ristoratori ed i commercianti che hanno necessità della certificazione obbligatoria al fine di venderli o somministrarli. «In ogni caso», l’Assl «raccomanda di usare il buonsenso, dunque di evitare di consumare funghi che non siano ben conosciuti o che non siano stati preventivamente controllati da persone in grado di determinare con sicurezza la commestibilità». Gli utenti possono rivolgersi agli sportelli dell’Ispettorato Micologico dell’ATS/ASS a Nuoro in via Alessandro Manzoni n. 28, Poliambulatorio ex Inam, 1° piano dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13; a Sorgono in via Tirreno n. 2, 1° piano, il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 12 alle 14; a Macomer in via Satta n. 5, presso il Dipartimento di Prevenzione, locali Sian, il venerdì dalle ore 10 alle 12.

Nella nota l’Azienda unica Tutela della salute riporta anche alcuni consigli degli esperti per evitare conseguenze che spesso possono essere anche drammatiche: non si devono consumare funghi, in caso di dubbi sulla commestibilità; evitare le grandi quantità e in pasti consecutivi, non mangiarli crudi (ad eccezione delle pochissime specie che si prestano all’uso); sconsigliato il consumo a donne in gravidanza o allattamento, ai bambini nei primi anni di vita, a persone intolleranti a particolari alimenti o farmaci o che soffrono abitualmente di disturbi a stomaco, fegato, intestino, pancreas, senza il consenso del medico. Se insorgono disturbi dopo il consumo è necessario recarsi immediatamente in ospedale ai primi sintomi di malessere, portando con sé eventuali avanzi del pasto e dei funghi consumati, residui della pulitura e tutti i funghi della stessa partita eventualmente conservati cotti, crudi o congelati. L’unico metodo sicuro per stabilire la commestibilità dei funghi – sottolineano gli esperti – è quello di classificarli, sulla base delle caratteristiche, come appartenenti a specie di comprovata commestibilità. Non esistono metodi, ricette, oggetti, ortaggi, metalli o altro in grado di indicare la tossicità del fungo.