Attentati, mozione unitaria in Consiglio regionale

«Basta passerelle di ministri in Sardegna, la solidarietà non è più sufficiente. Ora servono atti concreti». A pochi giorni dal duplice attentato contro la sede del Pd a Dorgali (foto sopra) e contro il sindaco di Cardedu, e nel giorno della notizia della lettera di minacce ricevuta dal vice sindaco di San Teodoro Alberto Melinu, dal Consiglio regionale sardo parte l’ennesimo appello al governo nazionale per affrontare in maniera concreta la piaga degli atti intimidatori contro amministratori locali. L’aula ha approvato questa mattina all’unanimità una mozione firmata da tutti i capigruppo, in cui si impegna la giunta regionale «ad assumere tutte le iniziative idonee a prevenire tali fenomeni e a sensibilizzare il governo nazionale affinche’ ponga in essere tutte le azioni possibili al fine di tutelare pienamente chi svolge il complesso e delicato ruolo di amministratore locale e chi rischia la propria vita per salvaguardare la pubblica sicurezza». In relazione alla densità di abitanti, si legge nel testo della mozione, la Sardegna è al primo posto per gli attentati contro gli amministratori locali. Soltanto nel 2018 sono stati 52, nuovo record negativo per l’isola. Nel quinquennio 2014-2018 la provincia più colpita risulta essere quella di Nuoro, con 64 casi censiti.

«Alcune caserme dei centri più piccoli dell’isola sono state chiuse, questa è stata la risposta dello Stato all’emergenza», le parole di Daniele Cocco, capogruppo di Leu e sindaco di Bottidda durante la discussione della mozione. Sottolinea Michele Cossa, capogruppo dei Riformatori: «Si è verificato un fatto inedito in Sardegna, è stata aggredita nei giorni scorsi la sede di un partito. Spero non sia così, ma quello di Dorgali sembra essere proprio un atto di terrorismo politico, ed è una cosa molto preoccupante, sono gesti che minano alla radice la democrazia. Serve un’azione di tipo preventivo, repressivo, ma anche educativo e pedagogico nei confronti della cittadinanza». Spiega Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd: «Negli ultimi anni ho visto sfilare in Sardegna numerosi ministri dell’Interno, che hanno preso impegni dopo gli attentati ai sindaci, mai mantenuti. Dobbiamo reagire contro questo fenomeno, gli atti intimidatori contro amministratori locali allontanano la partecipazione democratica e l’impegno civile, come dimostrato dalla progressiva diminuzione dei cittadini alle urne. E sempre piu’ sono i comuni che vengono commissariati. Abbiamo bisogno di un’attenzione vera da parte dello Stato, con un potenziamento delle forze dell’ordine sui territori più isolati». (Api/ Dire) 13:32 01-08-19 NNNN

ANCI: «PREFETTO CAGLIARI CONVOCHI OSSERVATORIO ATTI INTIMIDATORI»

C convocazione urgente dell’Osservatorio regionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali della Sardegna: a  chiederlo, in una lettera inviata stamattina al prefetto di Cagliari, Bruno Corda, è il presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana che preoccupato e allarmato da recenti fatti «confida nella sensibilità sempre dimostrata dal prefetto sul tema, affinché si possano studiare strategie Comuni per rafforzare i presidi, aiutare le indagini e proteggere gli amministratori sotto attacco». Sottolinea il sindaco di Bortigiadas: «La specificità sarda del fenomeno ci invita a riflettere ulteriormente sulla ripresa e adeguamento dei Patti per la sicurezza siglati a inizio del 2018 fra Regione Sardegna e ministero dell’Interno, che devono integrarsi con le politiche di sviluppo, di lotta alla povertà e all’emarginazione sociale, alle politiche di istruzione, culturali e legate allo sport sulla falsariga del vecchio “Pon sicurezza’” che qualche buon risultato lo aveva segnato». (Api/ Dire) 12:49 01-08-19 NNNN

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