Assl contro Lapia: «Accuse non vere»

Puntigliosa replica dell’Assl di Nuoro alla deputata dei Cinquestelle Mara Lapia che, intervenendo mercoledì scorso alla Camera sulla chiusura nelle prime settimane di agosto dei reparti di Neurochirurgia e Chirurgia vascolare (https://www.ortobene.net/in-ferie-neurochirurgia-e-chirurgia-vascolare/), ha denunciato che « in Sardegna si continua a giocare con la vita dei pazienti», chiedendo con l’obiettivo di scongiurare «l‘ennesimo colpo alla nostra sanità», l’intervento della ministra Giulia Grillo per verificare il rispetto delle norme.

Nella sua comunicazione la parlamentare nuorese, riferendosi alle conseguenze della carenza di medici e infermieri, ha parlato di «turni di lavoro al di fuori di ogni legalità». Un’accusa non vera per la direzione dell’Assl di Nuoro che la ritiene «altamente lesivo dell’immagine dell’Azienda»  perché «in realtà, fin dal suo insediamento, questa Direzione d’Area, insieme alla Direzione del presidio ospedaliero, alla Direzione del Servizio delle Professioni sanitarie e alle Direzioni e coordinamenti delle singole Unità Operative, ha lavorato al fine di garantire e assicurare una adeguata organizzazione del lavoro, con rispetto delle normative vigenti, a tutela della sicurezza dei pazienti e degli operatori».

Nella nota stampa riferibile al direttore Grazia Cattina, si ribadisce con forza che «allo stato attuale l’organizzazione del lavoro consente di assicurare a tutti i lavoratori adeguate turnazioni, con i previsti riposi giornalieri e settimanali. Ovviamente la programmazione non può contemplare situazioni non prevedibili, alle quali si fa fronte grazie alla disponibilità degli operatori stessi» . La responsabile dell’Area sociosanitaria locale nuorese coglie anche l’occasione per fornire alcuni numeri sull’impegno di questi mesi proprio sul fronte del personale: «Allo stato – sole legge nel comunicato stampa – nel corso del 2018 e parte del 2019, ATS Sardegna ha proceduto alla progressiva eliminazione del precariato. Per quanto riguarda il personale del comparto i Collaboratori Professionali Sanitari Infermieri assunti a tempo indeterminato nell’anno 2018 e assegnati all’ASSL di Nuoro sono in tutto n.65. Di questi n. 55 (45 da stabilizzazione, 10 da graduatorie di concorso) erano già in servizio nelle strutture nuoresi a tempo determinato; nel 2019, sinora, sono state completate le procedure per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 67 infermieri, dei quali, 39 già in servizio nelle nostre strutture a tempo determinato. I nuovi assunti a tempo indeterminato, negli anni 2018 e 2019, che non fossero già in servizio presso l’ASSL di Nuoro, sono stati quindi 35; in parte, però, sono andati ad occupare posti vacanti per cessazioni e dimissioni: al netto di quanti assunti a tempo determinato da agenzia interinale, sono presenti n. 4 Infermieri in più rispetto all’anno 2018».

La Direzione dell’Assl nuorese precisa inoltre che «nel corso del 2019 si è provveduto a sostituire le maternità e le lunghe malattie con assunzioni da agenzie interinali» . Un’operazione non sempre possibile «per indisponibilità di personale con adeguata formazione specialistica», ma in questi casi – ribadisce la nota – «i servizi sono assicurati grazie alla disponibilità degli operatori a garantire l’attività in orario aggiuntivo, sempre nel rispetto della normativa vigente in materia. Attività remunerata non come straordinario, bensì come prestazione aggiuntiva (leggermente superiore), sotto la responsabilità dei direttori e coordinatori. Certamente l’impegno richiesto ai professionisti è elevato, ma in un contesto organizzativo ad ogni modo adeguato».

Sul versante dei medici però «la situazione è resa più complessa dai ben noti problemi legati al reclutamento di dirigenti». Gli effetti sono cronaca di questi giorni e un esempio eclatante viene dal quadro tracciato nei giorni scorsi per Neurochirurgia  da Silvia Cadeddu, sindaco di Birori e presidente della Conferenza territoriale socio-sanitaria: 14 posti letto, 600 interventi chirurgici l’anno, cinque medici in servizio (né mancano due più il primario) che andando in ferie uno per volta per 15 giorni a testa, resterebbero in quattro a tornare per due mesi e mezzo. Quindi in questo caso la scelta di chiudere per tre settimane è stata dettata proprio dalla necessità di non andare avanti con turni illegali. «La predisposizione per tempo di un “piano ferie” – spiega sempre la Assl di Nuoro – è stata funzionale al rilevamento di eventuali situazioni di pregiudizio per il godimento delle ferie; per cui, laddove possibile, sono state predisposte le azioni correttive compensative necessarie, tra le quali, spiace dirlo, la riduzione o la sospensione dell’attività per brevi periodi. Nei casi in cui tali soluzioni non sono state possibili (vedasi neurochirurgia e chirurgia vascolare) si è segnalato il problema e si è chiesto il supporto di altre organizzazioni»