Arte al festival letterario di Gavoi

C’è del genio in Vittorio e Andrea Bruno e nella loro scelta di rileggere quattro padri della letteratura sarda attraverso il metallo e la pop art, così i ritratti di Salvatore Satta, Grazia Deledda, Emilio Lussu e Antonio Gramsci sono ombre proiettate su una parete da un fascio di luce e allo stesso modo soggetti di grandi stampe dai colori accesi in cui la figura del passato si attualizza fino a diventare contemporanea. La riproducibilità propria della pop art fa il resto, gigantografie dei quattro artisti campeggiano sui palchi del Festival secondo lo stile che è proprio della kermesse di Gavoi, la prossimità, il dialogo con l’autore diretto e immediato che i fratelli Bruno hanno immaginato possibile anche per i grandi del passato. L’anno deleddiano appena trascorso, con gli anniversari del Nobel e della morte della scrittrice ha – ammettiamolo francamente – rischiato in qualche occasione di renderne l’opera appannaggio di paludati esegeti, restituendo una figura quasi “pesante”. Ecco invece Grazia ritratta con in mano lo smartphone per un selfie mentre dall’altra parte la leggerezza del metallo disegna il suo volto austero in un dialogo tra vuoti e pieni, tra luce e ombra, sintesi perfetta anche della sua scrittura.
«Siamo partiti dall’idea di scultura – racconta Andrea –, creando oggetti che dovevano rendere omaggio ai padri della letteratura sarda. Ci siamo accorti che realizzando i volti la luce ne proiettava l’anima, è questo il gioco che ci ha coinvolto. I volti possono essere proiettati sul muro o retroilluminati ». Bam design si occupa anche dell’allestimento dei palchi, «portare le sculture era troppo serioso – spiega ancora Andrea –, allora secondo anche l’indole del festival abbiamo pensato alla pop art per dare nuovo volto e modi di interpretare i classici, il disegno in bianco e nero stampato è la stessa base della scultura»: Emilio Lussu indossa una maschera 3d, Salvatore Satta è ritratto con grosse cuffie, «forse ascolta il suo audiolibro» – sorride Andrea –, Gramsci sfoglia un giornale con in copertina i volti di Trump e Putin, della Deledda si è già detto. L’idea è che le opere non finiscano qua, «dovranno diventare oggetti d’uso o sculture alla portata di tutti». Intanto chi è stato a Gavoi le ha viste esposte alla ex caserma – un altro luogo recuperato e restaurato grazie al Festival seguendo una filosofia simile a quella del palazzo che a Nuoro ospita il Man – e insieme alle installazioni e allestimenti curati da Bam design negli altri luoghi d’incontro in paese.
Viene da chiedere ad Andrea e Vittorio come si siano riscoperti artisti, in realtà questa è solo l’ultima tappa di un percorso che parte da lontano, «dalle opportunità che si creano e si danno» – dice Andrea. L’arte si è respirata in famiglia, il padre Tonino ha insegnato all’Istituto d’arte, Vittorio e Andrea si sono laureati al Politecnico di Milano il primo, all’accademia di Brera il secondo, hanno ricevuto poi dalle generazioni precedenti i segreti della lavorazione artigiana del metallo. «Da artigiani abbiamo imparato che la materia ti parla, ti dà segnali, realizzare oggetti d’arte non è una cosa voluta, ma è nata molto spontaneamente. I giochi di sculture, i ritagli di ferro, sono i nostri odori e colori, è la nostra bottega, arte da maneggiare con cura». Il Festival, con cui collaborano fin dalla sua nascita, «ci ha fatto diventare maturi – riconoscono – ci sentiamo responsabili della riuscita e per questo di anno in anno alziamo l’asticella». Ogni anno c’è un passo in più, forti dell’esperienza, e c’è questo paese: «Gavoi è borgo culturale, si presta benissimo come conformazione, tutto è concentrato in un succo che è piacevole da vivere. Il Festival non si è commercializzato e venduto, c’è un lavoro dietro incredibile, possibile grazie a Gavoi e allo sforzo che tutti fanno, dal vigile al ragazzino che ha finito la scuola il 15 giugno e fa il volontario, è una industria culturale a cui è bellissimo partecipare».

© riproduzione riservata

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn