Approdo,«Ats e Assl non hanno rispettato impegni»

«Abbiamo atteso fiduciosi per settimane, fiduciosi e resilienti. Oggi prendiamo atto che la Assl ha ancora una volta disatteso quanto dichiarato (leggi). E riteniamo doveroso comunicarlo pubblicamente agli ospiti, alle famiglie, ai lavoratori della comunità Approdo, alla popolazione che ci segue e chiede aggiornamenti: la struttura – unica nel territorio per servizi offerti ai sofferenti psichiatrici – è destinata a chiudere in assenza di risposte e di responsabilità.
Questo il duro atto d’accusa della cooperativa Approdi che dal 2012 gestisce la Comunità terapeutico riabilitativa Approdo che ha sede nella cantoniera di Isalle (leggi).
Da settembre 2017 la comunità ospita tre pazienti su 8 posti letto disponibili. In attesa che i Centri di salute mentale inviino ulteriori ospiti dal Territorio. «Per mesi – scrivono in una nota le responsabili del centro – abbiamo affrontato i ritardi di pagamento delle rette che la Assl sta, attualmente, via via saldando. Gestire una comunità residenziale semi vuota crea un danno, una gravosa gestione di uscite senza adeguate entrate. Diversi i fattori manutenzione struttura, saldo dei fornitori e consulenti; inoltre per mantenere l’Accreditamento Regionale è necessario avere all’attivo un’equipe multidisciplinare di risorse umane presenti sia con la comunità vuota o piena. Attualmente siamo alla paralisi e, come comunicato alle Assl, in assenza di risposte certe, la nostra Pasqua vedrà i pazienti dimessi, i lavoratori licenziati e la chiusura dell’unica struttura di ricovero ad alta intensità per sofferenti psichiatrici della provincia di Nuoro (leggi).
Una perdita ingente, le mancate risposte dei vertici Assl e della politica portano a breve questa conclusione. L’ulteriore beffa – sottolinea la nota – riguarda l’analisi dei bisogni. Sul territorio c’è richiesta di ricoveri di pazienti e famiglie con un problema importante nella gestione della sofferenza psichiatrica, ma la Assl non perfeziona invii per motivi ad oggi non dichiarati.
In queste settimane, abbiamo chiesto formalmente via Pec di ricevere risposte a tutti i livelli Assl. Nessuna risposta è pervenuta. Siamo stati convocati a diversi incontri, con ipotesi di programmazione e nessuna risposta scritta, certa e tempestiva.
Abbiamo appreso mezzo stampa con replica dell’Ats Sardegna in data 16 marzo che paventava 2 ingressi in questa settimana e altri ancora nei giorni a seguire. Nessun ingresso a oggi venerdì della settimana è stato fatto; nessuna procedura di ingresso è stata attivata formalmente, nessun progetto scritto per futuro è stato inviato ai nostri indirizzi. Il vuoto più totale; le ipotesi paventate ad oggi non servono per tenere aperta la comunità terapeutica. Ci colpisce ancor più, conoscendo la serietà dei nostri interlocutori, il fatto che ai nostri scritti non sia seguita risposta con lo stesso mezzo. Un comunicato stampa di replica che annuncia ingressi ci pare un canale curioso per risponderci, ancor più considerato che ad oggi non ha avuto un seguito».
I ringraziamenti vanno alla popolazione, ad amici e colleghi «che ci sono costantemente vicini e ci sostengono, ringraziamo le forze politiche La base, Movimento 5 stelle e Gruppo Consiliare Art 1 Sinistra per la democrazia e il progresso che stanno muovendo azioni per facilitare i processi risolutivi».
Per la cooperativa, che occupa 15 persone tra infermieri, Oss, psicologi, educatori e collaboratori, il destino sembra dunque segnato: «Rimangono poche ore per definire la situazione, ribadiamo l’invito ad una soluzione certa e scritta. Seguirà una lunga settimana di azioni pubbliche in linea con il nostro motto: #iniziativeabreve il diritto alla cura nella salute mentale in Barbagia non si distrugge, si tutela».

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