Antonietta Boninu, ricerca scientifica e amore per il paesaggio

Antonietta Boninu se ne è andata a 72 anni il 30 ottobre scorso. Ha vissuto in silenzio gli ultimi sei mesi della sua malattia, confortata dal suo parroco don Massimiliano Salis. È stata direttrice storica della Soprintendenza archeologica di Sassari e Nuoro, illustre studiosa della Sardegna. I primi interventi di Antonietta Boninu nel territorio di Siniscola risalgono agli anni Settanta del secolo scorso. Nel tempo la sua presenza nell’area si è caratterizzata per l’interesse archeologico profuso con rigore professionale e con sensibilità per il territorio nelle sue diverse valenze culturali, ambientali, sociali e economiche. Nel 1978 intervenne a Santa Lucia in un’operazione di scavo nel quale venne alla luce materiale ceramico di epoca romana tardo imperiale. Tra il 1994 e il 1996 promosse e sostenne, in qualità di Soprintendente ai Beni Archeologici per le Province di Sassari e di Nuoro, il censimento e la valorizzazione dei beni archeologici avviati dall’amministrazione comunale nell’ambito della L.R. 2/94. Nel 1994 collaborò alla pubblicazione del volume Siniscola dalle origini ai nostri giorni a cura di Enzo Espa per il Rotary Club di Siniscola, con un puntuale intervento di analisi critica sulle fonti bibliografiche e con la pubblicazione delle schede sui monumenti e sui reperti rinvenuti nel corso delle ricognizioni (Studi archeologici del territorio). A quel fecondo e felice momento di riscoperta dei beni culturali seguì anche la risistemazione della Tomba dei giganti di Su Picante, in due interventi successivi, fino all’ultima fase di indagine a cura di P. Mancini (2008). Oltre ai lavori di rilevamento e di censimento in diversi siti, fu avviata la risistemazione e la valorizzazione delle aree di Conca Umosa, di Su Itichinzu e dell’insediamento medievale di Rempellos. Parallelamente a questi interventi si realizzarono le attività di promozione e di divulgazione, con l’allestimento di unamostra fotografica sull’archeologia locale, aperta nell’agosto del 1994 nell’edificio scolastico di La Caletta; la pubblicazione di due brevi saggi di carattere divulgativo e di articoli specialistici a cura degli archeologi impegnati nei coordinamenti scientifici. Più recentemente, dopo quegli annicarichi di entusiasmi e di rinnovato interesse per i beni archeologici di Siniscola, successivi a una lunga fase di abbandono e di incuria, le relazioni della studiosa con il territorio baroniese sono proseguite, periodicamente, con le escursioni nell’agro (Monte Albo, Punta Artora, Berchida), confermando anche il contatto con le persone più vicine e continuando l’attività di divulgazione in alcune conferenze tenute presso l’UTE Siniscola. In particolare si ricorda la sua presenza nella rassegna di storia e di studi sociali “Santa Lucia, paesaggi e passaggi”, avviata dal 2017, con la consueta determinazione e con un autorevole supporto intellettuale sempre incoraggiante di fronte alle iniziative che si andavano proponendo. Dei due convegni organizzati rimangono due interventi tra loro intimamente collegati, espressi con una profondità di riflessione sul tema del territorio, dei beni culturali, del paesaggio nelle sue differenti relazioni, anche in quei luoghi poveri di monumenti, ma non per questo carenti di richiami storici.

Antonello Pipere

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