Anmil, il Recovery per bonifiche a Ottana

Ciminiere di Ottana - L'Ortobene

«Il Recovery fund è un’occasione più unica che rara per chiudere in Sardegna la partita delle aree industriali da bonificare, a partire da Ottana». Lo sostiene in una nota Francesco Tolu, consigliere provinciale dell’Anmil, chiamato nei giorni scorsi dall’Associazione degli invalidi del lavoro a far parte della Commissione nazionale amianto e malattie professionali, che solleva un argomento di stretta attualità visto che domani il Consiglio Regionale esaminerà i progetti da presentare al Governo di cui finora poco sappiamo. In questo silenzio risulta penalizzata proprio la questione ambientale aperta in seguito all’impegno per il riconoscimento dei benefici agli eredi e agli operai vittime delle condizioni di lavoro dello stabilimento chimico. «Come Anmil – ricorda Francesco Tolu – siamo da anni impegnati insieme all’Aiea e alla Cgil in una vertenza sull’esposizione all’amianto e le malattie professionali che ha registrato con l’Inail importanti passi avanti con il riconoscimento, anche per via amministrativa oltre che giudiziaria, si diritti finora negati».
Mentre anche l’Enichem, trascinata in tribunale, sembra disponibile anche a trattare sui risarcimenti delle vittime, non si registrano novità sostanziali sul problema ambientale. «Purtroppo Ottana, come tante altre zone industriali sarde compromesse – scrive il consigliere provinciale Anmil – è stata esclusa dai grandi interventi di bonifica legati al riconoscimento del Sito di interesse nazionale che tra l’altro avrebbe costretto chi ha inquinato a finanziare gli interventi di ripulitura. Nello stesso tempo poco si sa sullo stato reale delle cose, e in particolare sull’inquinamento dei terreni e delle falde, nonostante inchieste giudiziarie e autorevoli interventi anche in sede politica. Eppure è chiaro a tutti che senza una reale e documentata bonifica del sito industriale della Sardegna Centrale, con investimenti che consentirebbero tra l’altro di creare posti di lavoro, è impossibile parlare di un rilancio economico dell’area. Senza una certificazione ambientale che ne garantisca la ritrovata salubrità non sarà possibile far decollare soprattutto quei progetti legati all’agroalimentare e alla sostenibilità ambientale, gli unici in grado per garantire un futuro a queste zone interne devastate dalla crisi industriale che ha lasciato in eredità anche un cimitero di veleni. Visti anche le delusioni del passato anche a livello regionale, a questo punto solo i progetti del Recovery fund possono coprire lo sforzo finanziario per una grande operazione di bonifica invitiamo quindi, assicurando il nostro sostegno e il nostro contributo – conclude Francesco Tolu – i sindaci dell’area e in particolare di Ottana, Bolotana e Noragugume, Orani, Sarule e Orotelli a mobilitarsi e mobilitare la popolazione affinché questa occasione di garantire sviluppo reale alla Sardegna Centrale, non vada perduta e già domani venga inserita tra le priorità da parte del Consiglio regionale».