Andrìa Deplano, un intellettuale di pura matrice sarda

Il canto a tenore, pur essendosi tramandato nei secoli, da sempre caratterizzato da povertà, era relegato alla marginalità delle feste paesane o ai momenti di convivialità pastorale come tunninzosispuntinos. Nei paesi era apprezzabile in sos tzilleris, nel capoluogo erano già “bar” e nella maggior parte non era permesso cantare. Quasi tutti gli interpreti lo hanno conosciuto e tramandato in questo modo.
Con Andrea Deplano arrivò la svolta culturale e documentale sarda, dopo che diversi studiosi dal continente e talvolta dall’estero, avevano intuito l’importanza storica e musicale di detto canto. Nato a Dorgali l’11 luglio 1959, Deplano si laureò in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Cagliari, dove divenne Insegnante di Lingua e Civiltà Francese, Traduttore e Interprete.
Dal 1991 iniziarono gli interventi nel dibattito culturale con conferenze, interviste e incontri sulla Didattica della Lingua e Cultura Sarda, delle lingue moderne, Tradizioni popolari, Poesia e Folklore musicale sardo. Nel 1992 partecipò in qualità di relatore ai “Ferienkurse for neuer musik di Darmstadt” in Germania. Nel 1996 curò la Direzione artistica di “Sonos Sardos” a cui seguiranno “Lollas” (1997) e “Boghes e sonos” (1999 e 2000).
A settembre del 1999 venne nominato membro del Comitato dei dodici esperti per il monitoraggio dell’insegnamento della Lingua e della Cultura Sarda nelle scuole dell’Isola, dal 2003 membro della Consulta del Canto a Tenore. Da ottobre del 2008 prese il via l’insegnamento della lingua sarda nel Master di II livello “Lingua e cultura sarde nel contesto mediterraneo” presso l’Università di Cagliari. Tra il medesimo anno e il 2010 curò l’allestimento di “Sonos” presso Casa Mesina in seno al progetto: “Centro documentazione del Supramonte di Orgosolo – Il patrimonio culturale del canto a tenore”.
Tra gli innumerevoli articoli, resteranno impressi i saggi: “Tenores”, pubblicato nel 1994; “Rimas”, Suoni Versi Strutture della poesia tradizionale sarda – nel 1997 e, dopo aver curato importanti lavori discografici editi dalle più importanti formazioni isolane, nel 2007 pubblicò a sua volta un Compact Disc contenente i dischi incisi dal Tenore di Dorgali nel 1929, di notevole interesse e valore storico.
Tale processo di ricerca e accorato studio, in seno al terribile motto che non ammette profeti in patria, meno che mai in Sardegna, non trovò sempre un ambiente auspicato e sereno. Iniziavano ad affacciarsi al canto a tenore altri intellettuali, autoreferenziati, a voler superare chi nuotava in acque torbide proponendo improbabili catamarani per traversate più sicure. Non furono critiche costruttive. Si tentò di passare avanti, investendo chi si trovava nel medesimo tragitto. Andrea Deplano tuttavia non si è arreso, né ha arrestato il naturale processo di studio. Ha da poco ultimato un colossale lavoro di ricostruzione della Lingua Dorgalese realizzando un dizionario prossimo a pubblicazione. Sul fenomeno avverso invece, già radicato nella Grecia antica, tra le somme fonti lo stesso Senofonte commentava: «Come la ruggine divora il ferro, così l’invidia l’anima».

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