Anche i palii tradizionali cedono il passo al Coronavirus

Era dai tempi della Seconda Guerra Mondiale che il plurisecolare Palio di Siena non veniva annullato. Anche in Sardegna dovremo rinunciare a questi eventi tradizionali, a causa dell’emergenza sanitaria non ancora cessata. Per quanto riguarda il Palio di Fonni, il Palio di Sa Itria di Gavoi, e quello degli asinelli di Ollolai, abbiamo intervistato i rappresentanti delle associazioni organizzative.
Simone Balloi, Presidente della Società ippica fonnese, riguardo quella che avrebbe dovuto essere la trentaseiesima edizione del Palio dichiara: «Con le nuove norme e restrizioni è impossibile svolgere il Palio con caratteristiche che conosciamo. Un evento che riunisce fino a cinquemila persone richiederebbe, in questa situazione, un’organizzazione della sicurezza molto impegnativa. La corsa dei cavalli è un evento sportivo importante, ridimensionarlo potrebbe significare far perdere qualità. Inoltre, – prosegue Balloi – la Regione non ha ancora pubblicato il bando per i finanziamenti dei Grandi eventi e, con la chiusura generale, non abbiamo potuto svolgere le solite attività di autofinanziamento, come per esempio la Lotteria, necessarie a coprire le spese di un appuntamento che raggiunge gli 80mila euro di spese. Voglio ricordare come il nostro Palio non riguarda solo Fonni, ma l’intera Regione».
Giangavino Mastio, voce referente del Palio di Sa Itria, dopo essere stato presidente per sette anni, ci spiega come da due anni non ci sia più un comitato organizzativo vero e proprio, ma è un comitato di volontari a mandare avanti l’evento. Questo sicuramente rende ancora più difficile l’organizzazione del Palio 2020: «Con la poca chiarezza da parte delle Istituzioni, nessuno può prendersi la responsabilità di organizzare. Non c’è certezza di finanziamenti, né si riesce a stabilire quante persone si possono accogliere».
Infine, Alessandro Daga, presidente della Pro Loco di Ollolai, si unisce al coro di chi ha dovuto annullare le manifestazioni tradizionali, spiegando le sue ragioni e facendo una proposta alla Regione Sardegna: «Purtroppo abbiamo deciso di annullare quella che sarebbe stata la diciannovesima edizione del Palio degli asinelli, perché non sarebbe possibile seguire le norme: sanificare, calcolare l’affluenza e garantire i distanziamentiall’interno della piazza. In più, non sarebbe possibile rientrare nei costi, perché
siamo ancora in attesa del bando regionale». I finanziamenti della Regione rico- prono metà della spesa, quindi 30mila euro dei 60mila totali. «Per questo evento è coinvolta tutta la comunità, averlo annullato è un duro colpo all’economia del paese. Hanno ripreso le partite di calcio e a breve riapriranno le discoteche, ma i piccoli centri sono al collasso. Se la Regione decidesse definitivamente di non aprire il bando, saremmo favorevoli a destinare i finanziamenti utilizzati per questi eventi verso i commercianti e tutte le categorie in difficoltà nelle nostre comunità».

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