Fino alla Stratosfera e ritorno

Se qualcuno ritiene che gli avvenimenti umani siano decisi dagli astri, per una volta ragione: è infatti colpa dei esopianeti (pianeti al di del sistema solare ndr) scoperti dal Telescopio Spaziale Kepler della NASA, se mattina di giugno incontro professor Vacca, docente scienze al Liceo Asproni (e appassionato di astronomia). Fra chiacchiere cordiali, gli domando dei nuovi mondi. «È davvero incredibile quello che l’uomo ha fatto», mi risponde, «da quando Galilei ha scoperto battezzato le quattro Stelle Medicee. Là fuori ci sono pianeti». È lui a indirizzarmi poi all’Associazione Astronomica Nuorese, che, rispondere a tutte le domande. proprio Tommaso e Sebastiano Puggioni, rispettivamente presidente componente dell’Associazione, ad accogliermi alla sede in un’ala della elementare di San Pietro. pareti sono appese fotografie astronomiche: qua e lontane, le Pleiadi, Lattea, ammassi Le fotografie le abbiamo fatte tutte noi», mi dicono miei ospiti, orgogliosi operato. Sorrido e mi siedo. Apro un taccuino. Pesco una penna (rigorosamente arancione, fa pendant con il Sole) dal mio zaino. Domando loro come sia nata l’Associazione, e del planetario che hanno intenzione di costruire: «È nata dalla passione di un paio di pazzi», mi risponde ridendo Tommaso. «Dall’incontro casuale di due persone con la passione per l’astronomia. In realtà esisteva già una sorta di Associazione Astronomica, ma non ha avuto grande successo. Noi l’abbiamo aperta a tutti coloro che avevano un interesse per il cielo.
«Quando siamo entrati qui – racconta – erano vent’anni che cercavamo una sede stabile. Una volta trovato questo posto, l’abbiamo sistemato e abbiamo scoperto una stanza completamente sommersa dalla terra. L’abbiamo ripulita e abbiamo deciso di costruirvi un planetario stabile, che potrà ospitare circa quaranta persone. Il planetario mobile lo abbiamo da anni e lo portiamo nelle scuole per scopo didattico. Lo abbiamo costruito noi, ed è durato (con tante pezze) per un bel po’. Quello che andrà qui sarà digitale. Siamo in fase di costruzione, ma manca ancora la cupola».
Siccome la mia curiosità non ha fine, tormento i miei poveri ospiti con altre domande: ho saputo di un progetto realizzato con la scuola elementare, e chiedo di parlarmene.
«Lo scopo dell’Associazione – replicano – è la divulgazione scientifica e astronomica. Abbiamo quindi realizzato un progetto con i bambini: il lancio di un pallone sonda (un pallone di lattice riempito di elio) nella Stratosfera, a 26000 metri. Ad esso erano collegate una telecamera ed una sorta di scatola nera, che registrava la temperatura, i venti, la velocità e il magnetismo terrestre. L’obbiettivo era far vedere ai bambini la curvatura della terra – come si evince dalla foto in alto –, e ci siamo riusciti, anche se il pallone non ha superato la parte bassa della Stratosfera. Il primo tentativo è fallito, ma le grandi scoperte nascono da grandi fallimenti, e non bisogna vergognarsi dei fallimenti. Il secondo è riuscito. Sapevamo, in linea di massima, dove il pallone sarebbe atterrato. Ecco quindi che si è dilatato da 1,5 m a 10 m ed è esploso. È sceso in caduta libera fino a che non si è aperto il paracadute. Abbiamo organizzato delle squadre di ricerca e infine lo abbiamo trovato. L’esperimento sarebbe potuto venire meglio: le macchine fotografiche si sono bloccate a causa di uno sbalzo termico di circa 100°. Quindi, mentre hanno ripreso tutta la fase ascensionale, la discesa non è documentata. Ma non fa niente, il lancio è riorganizzato fra luglio e agosto. È una cosa che in Sardegna non aveva mai fatto nessuno» conclude, sorridendo. «Solo dei pazzi come noi potevano tentare». Entusiasta, chiedo di parlarmi dei loro altri progetti e dei loro corsi. Tommaso mi risponde: «Durante i corsi tendiamo sempre a fare non solo teoria. Costruiamo meridiane e telescopi, e facciamo esperimenti col magnetismo, soprattutto con i bambini. L’altro progetto è costruire un osservatorio al monte Ortobene. E poi abbiamo una piccola collezione di meteoriti. Vorremmo portarne in giro uno della NASA che pesa 300 grammi (reperto del famoso allunaggio dell’Apollo 11). Il progetto si chiama Ti Porto la Luna ».
Quando ormai il tempo sta per finire, importuno i due astronomi con un’ultima curiosità: voglio sapere qualcosa su quei 4034 esopianeti che orbitano da qualche parte lontano dal nostro piccolo Sistema Solare. «Ormai se ne scoprono tantissimi, di questi pianeti, visibili quando orbitano intorno alla loro stella madre» è la risposta. «Diversi sono quelli abitabili. Che ci siano forme di vita nell’universo, poi, è indiscusso. Pensare che siamo soli è presuntuoso. Invece sono molto importanti le Lune del nostro Sistema. Ad esempio, “Io” (satellite di Giove ndr) ha una crosta ghiacciata. E su Titano, satellite di Saturno, il metano si trova nei tre stati della materia. Recenti ricerche hanno dimostrato l’esistenza sulla Terra di microrganismi che vivono nel metano. Le prossime missioni saranno su questi satelliti per scoprire se vi è vita». Infine Tommaso ride e commenta: «Se poi mi chiedi se ho visto degli UFO, sì, ogni sabato sera, quando escono dal bar».

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