Alla scoperta del grano degli antichi

La giornata “Fai d’Autunno” avrà come teatro, domenica 15 ottobre, la Valle del Cedrino, una fertile fetta di pianura alluvionale che ha conservato la sua vocazione agricola. In particolare il Fondo ambiente Italia di Nuoro rivolge la sua attenzione a un gruppo di coraggiosi agricoltori che lavora alla riscoperta del grano monococco, antica specie cereale dagli alti valori nutrizionali sacrificata dall’economia globalizzata a vantaggio di altre più rispondenti alle richieste del mercato. Recenti studi hanno scoperto che il monococco è proprio la specie coltivata a partire dal neolitico nella Mezzaluna Fertile, la Mesopotamia di Sumeri e Babilonesi in cui nacque l’agricoltura estensiva che fu alla base della nascita delle prime antiche civiltà e che poi fu portata in Europa. Gli studi avviati dal Ministero dell’Agricoltura, sezione Cerealicoltura, alla fine del ‘900, portano a individuare e conoscere meglio alcune specie di grani antichi, quasi in estinzione.

Così, con un programma ad hoc, si punta alla reintroduzione produttiva del monococco e nel 2010 un progetto-pilota avvia nell’Isola la sua coltivazione in alcune aree minori; la spiga di questo grano ha meno chicchi delle varietà moderne, ma esso è ricco di notevoli qualità nutrizionali e vanta un basso contenuto di glutine. Nel progetto coltivazione e trasformazione del prodotto si concretizzavano alla fine nell’uso di questo grano per la produzione del pane carasau, ed è proprio questo che oggi sta diventando una promettente realtà, anche se tutto ciò viene considerato dagli esperti antieconomico. Ma nella Valle del Cedrino il progetto va avanti, e gli agricoltori che si sono lanciati in questa avventura ritengono che valga la pena di puntare su prodotti in grado di assicurare la salute e il benessere dell’uomo piuttosto che a una difficile competizione economica con prodotti agricoli di aree specializzate. All’incoraggiamento per questa attività che punta su prodotti in grado di assicurare la salute e il benessere dell’uomo, il Fai abbina la riscoperta e la valorizzazione di strutture storiche come monti granatici e mulini, funzionali a un’economia locale che ruotava intorno alla necessità di produrre quanto necessario ad alimentare le comunità locali conservando le sementi. Il Monte granatico (luogo dove con il contributo di tutti coloro che lo producevano veniva accantonato e accuratamente custodito il grano da semina) a Orosei era ospitato fino al 1930 in un complesso chiesa-convento abbandonato dalle suore Carmelitane nel 1782.

A differenza dei Monti granatici di altri paesi, si trova al centro del magnifico centro storico oroseino e ha conservato intatte le sue caratteristiche architettoniche, tanto da essere dichiarato dalla Regione bene di interesse storico artistico e sottoposto a una stretta tutela. Proprio questo monumento e il paese di Orosei (raggiungibile su prenotazione da Nuoro anche in pullman, partenza alle 8 da piazza Veneto, prenotazioni telefonando ai numeri 329/7028030, 333/4372324, 333/6089421), sarà al centro il 15 ottobre del programma della “Giornata FAI d’Autunno 2017”, con visite guidate dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 (ultimo turno alle 17,30) e alle ore 11 e 16 anche in inglese, francese e tedesco. Al Monte Granatico di Orosei (dove sarà possibile anche visitare il vicino Museo Guiso dei teatrini in miniatura), si terrà anche una conversazione sull’antico edificio e sul grano monococco. Per le visite ai paesi vicini gli ospiti potranno usufruire di un servizio-navetta che permetterà di visitare il mulino di Onifai, il Museo archeologico di Irgoli, “Sa Domo ‘e sas artes e mestieris” di Loculi e la chiesa di San Pietro di Galtellì. A partire dalle 18, infine, rappresentazione teatrale di “Su muru prinzu”, la vita di Costantino Nivola, scritto e interpretato da Giovanni Carroni per “Bocheteatro”. Durante la manifestazione avrà luogo un intrattenimento musicale con il coro femminile “Urisè” e il “Trio Etnos”.

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