Albergatori in piazza: «Siamo alla disperazione»

 Cagliari, 21 mag. – «La situazione è gravissima, stiamo pensando di fare qualche manifestazione perché i nostri associati sono veramente alla disperazione. Viviamo nell’incertezza più assoluta». Così alla “DireFausto Mura, presidente di Federalberghi Sud Sardegna, nell’ennesimo allarme sulla stagione turistica nell’isola ormai alle porte, ma densa di nubi all’orizzonte. «Non fare assunzioni nel comparto alberghiero stagionale significa lasciare a casa circa 50.000 persone in nella nostra isola – spiega Mura -. Se poi mettiamo dentro l’indotto, andiamo a 100mila buste paga in meno, significa 100mila persone che non ricevono ricavi da ottobre dell’anno scorso. Se salta questa stagione, dovranno aspettare altri 10 mesi: mi domando chi pagherà queste persone, che hanno la brutta abitudine di fare colazione, pranzo e cena. Ricordo poi che spesso queste sono buste paga familiari, e il conto va quindi aggiornato a 250mila persone che non hanno ricavi. Per sostenere da qui alla prossima stagione una massa incedibile come questa servirebbero almeno 700 milioni di euro, e non so se la Regione o un altro ente hanno a disposizione questa cifra». Prosegue Mura: «Ormai non ha più senso dire che i tempi sono ristretti, è più giusto affermare che non ci sono più. Servono regole certe e servono ora. Serve che ci sia facilità di accesso alla nostra isola, uguale alle altre Regioni d’Italia e ai nostri competitor, altrimenti non ci sarà nessuna stagione turistica. E qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di questo. Sicuramente dobbiamo lanciare un campanello d’allarme importante, perché da qui a breve, se non si interviene, verrà praticamente cancellato tutto il tessuto turistico della Sardegna. Si sta andando verso una sorta di suicidio economico, che dobbiamo a tutti i costi impedire».
Spiega il numero uno di Federalberghi Sud Sardegna: «Non abbiamo la più pallida idea se riusciremo ad aprire, anche perché non abbiamo più nessuna liquidità. Le spese fisse e la tassazione nel frattempo hanno continuato a girare, e in più sono venuti a mancare tutti gli acconti delle prenotazioni. Per riaprire abbiamo sempre avuto un piccolo gruzzolo che derivava dagli acconti, e quest’anno di fatto siamo a zero». Oltre a questo, sottolinea, «c’è un’incertezza assoluta, che non riguarda solamente noi, ma le compagnie di navigazione aerea e navale, riguarda gli aeroporti, e in generale tutto il sistema turistico». Inevitabile un passaggio sul passaporto sanitario voluto dal presidente Chrstian Solinas, e diventato ormai oggetto di discussione nazionale: «In questi giorni si è parlato di turisti che per venire in Sardegna devono fare dei test o dei tamponi, ma non si sa ancora quando andranno fatti, se vanno fatti alla partenza o all’arrivo. Ci si chiede che tipo di tamponi o di test vadano eseguiti, che certificazioni mediche ci vogliono e fatte da chi, e soprattutto che valenza possono avere delle certificazioni fatte all’estero, magari con tamponi differenti dai nostri». C’è poi un problema di normativa, sottolinea Mura, «molto importante: i trasferimenti tra regioni vengono normati dallo Stato italiano, non dalle regioni stesse. Conseguentemente qualsiasi delibera che venga decisa dalla Regione Sardegna è in realtà contro la normativa nazionale, e quindi non può essere adottata. In questa situazione di totale incertezza non capiamo neanche le linee guida relative al sanificazione, non si capisce cosa si intenda per sanificazione delle camere oppure dei locali, quali prodotti utilizzare e con quali tecniche. La situazione è di totale incertezza». (Api/ Dire) 19:41 21-05-20 NNNN
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