Ajò in Sardegna, la nuova ordinanza regionale

Non solo prescrizioni per i viaggiatori ma da oggi in Sardegna possono riprendere l’attività le scuole civiche di musica e i cori tradizionali, come all’aperto si potrà rinunciare alla mascherina nei luoghi dove è possibile garantire una distanza di due metri. Sono i frutti di un’ordinanza arrivata nel cuore della notte, sul filo di lana e ancora una volta non spiegata nel preventivo punto stampa serale rinviato per tre giorni di seguito che pure hanno visto il presidente della Regione Christian Solinas ospite di trasmissioni e varietà televisivi per preparare il terreno nelle ultime ore alla rinuncia a quel passaporto sanitario e certificato di negatività che permetterà in ogni caso a turisti e emigrati di arrivare in Sardegna via nave o in aereo senza limitazioni obbligatorie, salvo  la misurazione della temperatura corporea che non deve essere superiore ai 37,5 gradi. Rimandata invece a un successivo atto formale le «specifiche misure per incentivare, seppure su base volontaria, l’esecuzione di specifici test – sia per finalità diagnostiche che epidemiologiche – da parte dei passeggeri in arrivo in Sardegna, anche mediante la previsione di una campagna di sensibilizzazione alla funzione etica e solidale di prevenzione e salvaguardia della salute pubblica di tale cautela ed il riconoscimento di voucher specifici, spendibili sul territorio regionale».

PER CHI VIAGGIA. L’ordinanza numero 27 del 2 giugno (clicca qui per consultare il testo integrale  compreso il modulo per l’autocertificazine dove però resta da indicare il numero verde regionale ancora quindi da istituire), conferma le indiscrezioni fatte filtrare ieri per «una riapertura modulare e progressiva del traffico passeggeri da e per la Sardegna, al fine di un controllo preventivo di un potenziale ritorno della diffusione epidemiologica del Covid-19». Tutti i  porti sardi e gli  aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia riaprono dal 3 giugno per  i collegamenti aerei in continuità territoriale dà e per Roma Fiumicino e Milano; dal 13 giugno riprendono i collegamenti aerei con i restanti aeroporti nazionali; dal 25 giugno i  voli con tutti gli scali internazionali, fatta salva la verifica dell’andamento della curva epidemiologica. Coloro che si marcheranno per raggiungere qualsiasi località dell’Isola «sono tenuti» a registrarsi compilando e presentando la copia di avvenuta registrazione all’imbarco  esclusivamente per via telematica nella sezione “Nuovo Coronavirus” della home page del sito istituzionale della regione Sardegna (www.regione.sardegna.it) o mediante l’applicazione “Sardegna Sicura”, scaricabile dagli app-store per sistemi operativi iOS e Android «progettata con funzionalità di contact tracing su base volontaria». Attenzione però, anche il nome scritto nell’ordinanza è fuorviante:  in realtà per trovare l’applicazione nell’app store bisogna digitare il nome esatto COVID19 Regione Sardegna (tra l’altro stamattina non risultava nemmeno aggiornata). Comunque sarà necessario compilare anche la scheda di ricerca di possibili pregressi infezione o contatto col Coronavirus contenuta nel modulo di registrazione «ai fini di una migliore anamnesi sanitaria finalizzata al controllo di un’eventuale diffusione di contagi di ritorno». Per oggi e domani (giovedì 4 giugno sono valide le autorizzazioni precedenti), mentre  fino al 12 giugno è possibile la compilazione manuale del modulo a bordo, che dovrà essere consegnato all’arrivo al presidio medico sanitario del porto o aeroporto. L’acquisizione di questi dati – si legge nelle premesse ai 12 articoli dell’ordinanza – è «indispensabile, anche al fine di avere un monitoraggio puntuale dei luoghi di maggior presenza di arrivi per potenziare conseguentemente la rete territoriale di assistenza e le Usca in funzione di contrasto al Covid-19, disporre la registrazione dei passeggeri in ingresso in Sardegna, a decorrere dal 3 giugno 2020 e fino alla dichiarazione di conclusione dello stato di emergenza».

SI TORNA A CANTARE IN CORO. Cade sostanzialmente ma senza citazione esplicita – estendendo l’indicazione nazionale del Rt 1 – il limite regionale dell’indicazione di contagio allo 0,50 che in teoria questa settimana avrebbe dovu far bloccare tutte le attività visto che venerdì scorso è balzato dal 0,27 della settimana precedente allo 0.51.  Rispetto a quando già sbl0ccato, da oggi 3 giugno sono ufficialmente consentiti il commercio al dettaglio in sede fissa, commercio su aree pubbliche (mercati, posteggi fuori mercato e chioschi) agenzie di servizi (a titolo di esempio, agenzie di viaggio e agenzie immobiliari);  la somministrazione di alimenti e bevande ed attività, anche artigianali o in circoli privati, che prevedono l’asporto e il consumo sul posto (a titolo esemplificativo bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie); le attività turistiche relative alla balneazione; l’apertura di  strutture ricettive alberghiere, strutture ricettive all’aria aperta (campeggi), alloggi in agriturismo; il commercio al dettaglio anche su aree pubbliche (mercati, fiere e mercatini degli hobbisti); l’apertura al pubblico di pubblici e privati, studi professionali e servizi amministrativi; la manutenzione del verde; l‘apertura di  musei e altri istituti e luoghi della cultura; riprendono come già annunciato anche i tirocini extracurriculari a mercato, laddove il soggetto promotore, quello ospitante e il tirocinante concordino sul riavvio del tirocinio, ferma restando la possibilità di avviare o proseguire il percorso formativo con modalità a distanza e i tirocini formativi relativi alle professioni sanitarie o di interesse sanitario; riprendono i noleggi di veicoli ed altre attrezzature; il lavoro degli informatori scientifici del farmaco; le aree giochi per bambini; la formazione professionale; l’attività negli enti lirico-sinfonici per attività relative a prove e registrazioni in assenza di pubblico, previa adozione di specifici protocolli di prevenzione. Sempre da oggi, è consentita la ripresa dei corsi individuali e delle attività formative delle scuole civiche di musica, dei corsi musicali privati individuali, delle attività formative musicali individuali effettuate da soggetti pubblici e/o privati, quali i corsi individuali relativi alle attività musicali popolari afferenti a cori, bande musicali e simili, nel rispetto delle norme di distanziamento e senza alcun assembramento ed a condizione che le attrezzature e i locali siano sanificati e che gli spazi vengano organizzati in modo tale da garantire la distanza tra le persone, secondo specifici protocolli di sicurezza.

PASSAPORTO SANITARIO RITIRATO. Naufragata l’idea della certificazione sanitaria, si allontana di conseguenza anche il progetto, portato avanti soprattutto dall’assessore regionale al Turismo, Gianni Chessa, di permettere la circolazione “libera” nell’isola, senza guanti e mascherine, nell’ottica di una Sardegna covid-free : «Sull’intero territorio regionale è obbligatorio l’uso delle mascherine in tutti i locali aperti al pubblico – specifica Solinas nella sua ordinanza -. Tale obbligo vige anche nei luoghi all’aperto laddove non sia possibile mantenere il distanziamento di almeno due metri, fermo restando il divieto di assembramento». Tra le righe dell’ordinanza – fa notare l’Agenzia Dire –  impossibile non scorgere l’amarezza di Solinas: la Regione Sardegna, prende atto della decisione del governo italiano di riaprire a decorrere dal 3 giugno, la mobilità tra tutte le Regioni, scrive il governatore, «senza alcuna misura di cautela specifica, oltre la misurazione della temperatura corporea nei porti e negli aeroporti, e del diniego opposto alla nostra proposta di un filtro sanitario per gli accessi all’isola, da realizzarsi mediante richiesta di una certificazione medica della condizione soggettiva di ciascun passeggero in arrivo a seguito dell’esecuzione di un test, tra quelli accreditati dalle autorità sanitarie nazionali, che attestasse la negatività dello stesso al covid». In ragione della condizione insulare della Sardegna, «della conseguente limitata quantità di punti di accesso e del dimensionamento del servizio sanitario regionale, che – per quanto potenziato in maniera considerevole nelle strutture e nei reparti specialmente dedicati alla cura delle patologie da covid – non potrebbe fare fronte ad un’eventuale ripresa della diffusione virale con numeri esponenzialmente superiori alla propria capacità di erogazione di prestazioni, per via dei numeri potenzialmente attesi in relazione ai flussi turistici estivi, appare comunque necessario un sistema di controlli preventivo rinforzato sugli arrivi al fine di filtrare ulteriormente la possibilità di nuova circolazione virale».

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