Agricoltura, promessi altri 20 milioni

Accontentatevi di rilanciare, magari con il copia incolla, i comunicati stampa, ma non provate a capire cosa sta succedendo e quale reale e immediata risposta, vista e nonostante l’emergenza ormai riconosciuta da tutti,  sta arrivando dalla Regione per la gravissima crisi che sta colpendo l’agricoltura. Cosa dire della giornata di oggi, 1 settembre 2017? Apparenti buone notizie, innanzitutto: la Giunta regionale ha approvato il disegno di legge su come distribuire ai pastori 47 milioni di euro, fa sapere che – udite, udite – ha deciso di aiutare anche gli allevatori di capre ma evita accuratamente di parlare del come e del quando quei fondi arriveranno nelle tasche vuote dei pastori; arrivano altri venti milioni di euro  da destinare ai settori bovini da carne e da latte, cerealicolo, vitivinicolo, olivicolo, ortofrutta e apistico: i settori indicati dalla Coldiretti che per il 5 settembre aveva annunciato una manifestazione «non pacifica», si dice soddisfatta ma, anche se le agenzie sostengono che la manifestazione è annullata, a questo proposito non dice una parola.

Il Tavolo verde riunito in Regione

Torniamo al primo punto, ai pastori. Nella tarda mattinata sul sito della Regione compare questo comunicato.

Cagliari, 1 settembre 2017 – Estendere anche al caprino la riprogrammazione delle risorse per far fronte alle difficoltà del comparto ovi-caprino. Lo prevede il Ddl allegato alla delibera approvata oggi dalla Giunta, su proposta dell’assessore dell’Agricoltura Pier Luigi Caria, che proseguirà il suo iter in Consiglio regionale. Il totale delle risorse stanziate è ora di 47 milioni di euro: 2 per il bando indigenti e 45 per il comparto ovicaprino.

«Stiamo lavorando per trovare soluzioni per tutto il mondo delle campagne” spiega il titolare dell’Agricoltura. “Il disegno di legge modifica la norma regionale dello scorso 1 agosto in modo da includere anche le imprese del comparto caprino nell’incremento delle risorse di 30 milioni recuperati da Giunta e Capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale per fronteggiare in modo rapido l’emergenza del comparto ovicaprino, nel rispetto degli impegni presi negli ultimi incontri agli inizi di agosto».
LA LEGGE REGIONALE 19/2017. Con l’obiettivo di superare le difficoltà del comparto ovino, per mezzo della legge regionale 3 agosto 2017, n. 19, sono state riprogrammate le risorse previste dalla legge di stabilità (legge regionale 13 aprile 2017, n. 5), che autorizzava per l’anno 2017 la spesa di 14 milioni di euro. Inoltre, la legge individuava ulteriori stanziamenti di 3 milioni provenienti dal bilancio dell’agricoltura da destinare al comparto (2 dei quali sono stati destinati all’acquisto di formaggi ovini Dop per sostenere interventi sociali e di assistenza verso soggetti indigenti). La legge prevede il finanziamento di un programma di aiuti pari a 15 milioni di euro per il sostegno delle imprese del comparto ovino attive nella produzione agricola primaria per far fronte al deterioramento delle condizioni di produzione e di mercato del latte della campagna 2016/2017.
LA SICCITÀ. A causa dell’anomalo andamento climatico, quest’anno tutto il territorio della Sardegna ha risentito del grave stato di siccità che ha posto l’intero comparto agricolo e, in particolare, quello zootecnico in una condizione di forte sofferenza. La Giunta regionale ha approvato la delibera per la richiesta dello stato di calamità per siccità, richiedendo al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali l’adozione del provvedimento per consentire l’accesso agli interventi a favore della ripresa dell’attività economica e produttiva anche alle imprese agricole che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura del rischio siccità. La richiesta è stata accolta nel decreto sulle disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno, convertito in legge: le aziende potranno beneficiare degli interventi di tipo compensativo previsti dal Fondo di solidarietà nazionale (FSN), oltre alla riduzione degli interessi conseguenti la proroga delle operazioni di credito agrario e all’esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e per i lavoratori dipendenti, in scadenza nei dodici mesi successivi.
IMPEGNI MANTENUTI. Quindi, nei primi di agosto, l’impegno di Giunta e di Consiglio regionale per verificare la possibilità di reperire ulteriori risorse da destinare al sostegno del mondo delle campagne, riservando particolare attenzione al comparto ovicaprino. L’impegno è stato mantenuto e, con l’adozione della delibera odierna, sono state aumentate le risorse, passate da 17 a 47 milioni, divise in 45 milioni per ovicaprino e 2 per il bando indigenti».

La manifestazione del Movimento pastori sardi del 2 agosto 2017 a Cagliari

Domandina semplice-semplice: come e in che tempi saranno spesi questi fondi? Il Movimento pastori aveva una sua ricetta semplice-semplice: buoni-mangime da far distribuire direttamente dai Comuni. Una proposta ritenuta inattuabile, anche se  la Regione nulla dice a questo proposito suonando la grancassa sull’estensione anche ai caprini scontata e, anzi, tale far sorgere il dubbio sul perché sono stati esclusi tanto da richiedere una riscrittura della legge da annunciare poi come chissà quale concessione. Filtrano solo indiscrezioni, mezze verità utili solo per alimentare dubbi. La linea-guida dovrebbe essere quella del contributo legato al latte realmente versato e certificato e al numero dei capi allevati. La strada individuata dovrebbe essere quella dell’aiuto de minimis che, motivato con la siccità, non richiederebbe la notifica e il nulla osta dell’Unione Europea molto severa (come ben sappiamo in Sardegna per i danni provocati dalla legge 44) nel sanzionare ogni aiuto di Stato che altera la concorrenza. Le norme Ue prevedono un tetto massimo di de minimis di 15 mila euro ad azienda nell’arco di 3 anni. Questo vuol dire che tutti i pastori che hanno avuto un contributo si vedranno detrarre la somma da quel tetto: sarebbero in migliaia a doversi accontentare di poche decine di euro, come altrettanti sarebbero coloro che per varie ragioni hanno raggiunto nei tre anni precedenti il tetto e quindi non potrebbero accedere al contributo. Si spiega quindi il silenzio del Movimento pastori sardi escluso dal Tavolo verde che ha stabilito i criteri che nessuno ufficializza perché non associazione riconosciuta e pronto a dire ai propri iscritti: “Noi abbiamo costretto alla Regione di tirare i soldi, Coldiretti elle organizzazioni di Agrinsieme che vanno parte del Tavolo verde (Cia, Alleanza delle cooperative, Confagricoltura, Copagri, Acgi, Confcooperative e Legacoop) hanno vanificato la nostra lotta”. Quel tavolo verde ha partorito sempre stamattina l’accordo sugli ulteriori venti milioni. Un accordo in realtà ancora tutto da scrivere, stando a quanto riporta il un lancio delle ore 15.59 Ansa.it-Sardegna:

«La Giunta Pigliaru si è impegnata a trovare 20 milioni di euro per i settori diversi dall’ovicaprino – bovini da carne e da latte, cerealicolo, vitivinicolo, olivicolo, ortofrutta e apistico – e Coldiretti ha coì deciso di rinunciare alla manifestazione di protesta in programma per il 5 settembre. Le risorse saranno individuate nella prossima finanziaria, nel Psr, nel Fondo nazionale per gli interventi sulle calamità e in fondi specifici destinabili a interventi strutturali.

    È il risultato del Tavolo verde al quale hanno preso parte l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, i vertici di Coldiretti e di Agrinsieme. Di cifre hanno parlato solo le organizzazioni ma, ha detto Caria dopo una riunione durata poco meno di due ore, “siamo soddisfatti, questo è frutto di un lavoro partito qualche mese fa, le soluzioni che cerchiamo sono strutturali, pur nella consapevolezza del momento di emergenza che riguarda l’intero comparto agricolo”. All’inizio della prossima settimana è previsto un incontro dove saranno presenti il governatore, lo stesso Caria e l’assessore al Bilancio Raffaele Paci, i presidenti di commissione Bilancio e Agricoltura del Consiglio regionale e i capigruppo. Obiettivo, predisporre un documento con le linee guida degli impegni da assumere sulla base dell’accordo raggiunto oggi. Il passaggio con i presidenti dei gruppi costituisce un’ulteriore garanzia in particolare per le organizzazioni professionali. (ANSA)».

Curiosamente la Regione, pur prolifica di annunci, si è guardata bene dall’annunciare l’accordo, lasciando quest’onere a un lungo comunicato della Coldiretti che altrettanto curiosamente glissa e addirittura evita di accennare alla manifestazione annunciata per il 5 settembre, facendo spere per vie traverse che è annullata ma senza dirlo ufficialmente. Per la verità intorno alle 19 nel sito istituzionale della Regione è comparso un titolo cui risultati del tavolo verde con le dichiarazioni soddisfatte dell’assessore Caria, ma al clic corrispondeva il testo sulle polemiche legate all’impugnazione della legge edilizia da parte del Governo e dopo pochi minuti è sparito anche il titolo. Perché questo silenzio. Legittimo il dubbio che in realtà si sia evitato di prendere pubblicamente un impegno ufficioso da 20 milioni di euro ma tutto da concretizzare e di cui condividere la responsabilità con i capigruppo dei partiti presenti in Consiglio regionale. Proprio questo atteggiamento spiegherebbe il silenzio della Coldiretti che già scottata da Pigliaru che il 2 agosto ha concesso tutto e subito al Movimento pastori delegittimano di fatto le organizzazioni agricole,  lasciando il dubbio sulla manifestazione del 5 settembre voglia in realtà manette la pressione psicologica sulla Giunta.

Ed ecco il documento Coldiretti, dove già dal titolo niente si dice sulla manifestazione annunciata per martedì e che, quindi, non può dirsi ufficialmente revocata

Coldiretti. La Regione si impegna a riconoscere ulteriori 20milioni di euro per tutti i settori agricoli

Task force per sbloccare i premi comunitari. Stop alla manifestazione

 

 «Grazie al tavolo verde si è riusciti a far riconoscere la pesantezza della siccità che sta piegando tutti i settori produttivi sardi. La Regione, infatti, questa mattina ha accolto le proposte portate al tavolo verde e si è impegnata a riconoscere 20 milioni per tutti i settori agricoli sardi colpiti dalla siccità che andranno ad aggiungersi ai 1,9 milioni per i cerealicoltori e i 17 milioni stanziati per il settore ovino, incrementati successivamente di ulteriori 30 milioni. Inoltre si costituirà una task force per sbloccare i premi comunitari il cuoi arrivo era previsto ad agosto.

 «Siamo soddisfatti dell’importante impegno finanziario assunto dalla Regione che finalmente riconosce la grave e pesante siccità che ha colpito tutti i settori dell’agricoltura sarda – sostiene a nome della Coldiretti il presidente regionale Battista Caulbu –. Un impegno – precisa – che la prossima settimana sarà posto per iscritto e sottoscritto oltre che dal presidente della Giunta e dall’assessore all’Agricoltura anche da tutti i capogruppo. Dal canto nostro non molleremo la presa ma continueremo a vigilare affinché le risorse arrivino immediatamente nelle tasche delle imprese agricole».

L’agricoltura sarda quest’anno è stata messa a dura prova soprattutto da una delle peggiori siccità, sicuramente la più pesante dell’ultimo decennio causando, ad oggi una perdita, stimata da Coldiretti Sardegna in 200 milioni di euro. A causa della siccità, che ha colpito tutti i settori dell’agricoltura, le produzioni si sono ridotte 40 per cento. Gli allevatori ovini e bovini sono rimasti senza pascoli ed hanno raccolto il 50% del fieno, e subito un drastico calo delle produzioni di latte. La raccolta del grano è stata inferiore del 25%, sotto il 30 per cento è anche quella del pomodoro. Terribili le perdite degli apicoltori andati sotto del 50 per cento. Ma pesantissime si annunciano le perdite per i raccolti anche per gli olivicoltori e i viticoltori (le prime stime sulla vendemmia appena cominciata parlano di un calo del 20 per cento). Cosi come gravi perdite si registrano nell’ortofrutta.

La Regione questa mattina ha riconosciuto pari dignità a tutti i settori colpiti dalla siccità, incrementando le risorse a sostegno dell’agricoltura senza toccare quello già promesso per il settore ovino.  «Oltre a quest’importante impegno finanziario – aggiunge il direttore di Coldiretti Sardegna – grazie al tavolo verde si costituirà in tempi celeri una task force per correggere anomalie che hanno bloccato diverse pratiche non consentendo l’arrivo di tutti i 45 milioni di euro di premi comunitari attesi a inizio agosto”.

 «Si tratta di un risultato importante – chiosano i dirigenti di Coldiretti Sardegna -, perché, pur contrari ad un agricoltura che vive nell’emergenza costretta a chiedere nei tavoli politici le risorse per sostenere il comparto, siamo altresi consapevoli che stiamo attraversando una siccità straordinaria che meritava un adeguato riconoscimento da parte del governo regionale.  Il nostro impegno continua per la liquidazione immediata delle risorse e per le riforme strutturali che consentano innanzitutto alle filiere di liberarsi dalla storture e dalle speculazioni che ne limitano una sua libera espressione, ma anche per rendere la nostra agricoltura al passo con quelle più all’avanguardia, sfruttando al meglio il grande patrimonio che abbiamo a disposizione, sia umano che ambientale».