Agricoltura, 23 milioni dal Governo

Stanno per essere accreditati a 12 mila aziende sarde i premi comunitari arretrati per un totale di 23 milioni di euro. Lo annuncia annuncio la Coldiretti precisando che si tratta dei contributi relativi al 2016 della misura 13 Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici”. Questi fondi si sommano ai 41,2 per 27 mila aziende e relativi alla cosiddetta domanda unica liquidati nella prima decade di febbraio, mentre 29 milioni per altri 12 mila agricoltori dovrebbero arrivare nelle prossime settimane.
“Il ministro Maurizio Martina, anche se con un paio di settimane di ritardo – sottolinea l’organizzazione agricola – ha tenuto l’impegno preso con il mondo agricolo sardo il 1 febbraio scorso, giorno della grande manifestazione promossa da Coldiretti Sardegna, quando disse che a febbraio sarebbero arrivati 100 milioni di euro di premi comunitari”. Ora però tocca a Cagliari dare risposte concrete perché se da Rona finalmente da Roma “arriva una buona boccata di ossigeno”, per il presidente regionale di Coldiretti Battista Cualbu –. “adesso la Regione faccia la sua parte. A noi non bastano le promesse vogliamo i fatti come in questo caso. La politica ha un passo troppo lento, lontano da quello delle imprese. Pretendiamo impegni concreti su tutta la vertenza agricola a cominciare dal tradurre in atto – rileva ancora Cualbu – le ricadute certe sui pastori dei 14 milioni di euro stanziati per il bando degli indigenti per il Pecorino romano. Cosi come plauderemo solo quando sarà attivo l’organismo pagatore sardo. Troppo spesso abbiamo sentito annunci che negli anni sono rimasti tali”. La parola spetta insomma al Consiglio regionale all’atto dell’approvazione della Finanzia. “Serve un’azione politica forte rispetto alla grave vertenza agricola”, sottolinea il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba prudente anche rispetto all’accordo annunciato tra la Regione e il Banco di Sardegna con un fondo di due milioni e mezzo di euro per i prestiti di conduzione che dovrebbero permettere alle aziende di avere liquidità ad un tasso molto agevolato: “Anche il prestito di esercizio – dice Saba – lo giudicheremo solo quando lo vedremo in pratica”.