Abbanoa, anche i sindaci-soci promuovono Ramazzotti

Due particolari sono rimasti nell’ombra durante e dopo l’assemblea di Abbanoa: a dispetto di proteste, continue minacce di esposti alla magistratura, roventi polemiche sugli aumenti in bolletta, il 99% compresi i sindaci che rappresentano poco più del 30%, il resto è in mano alla Regione – gli azionisti della società gestore unico del sistema idropotabile (acquedotti e fognature) – ha approvato il bilancio e rinnovato la fiducia all’amministratore unico Alessandro Ramazzotti. Non solo: il manager di origini nuoresi, in scadenza di contratto, ha accettato la proposta di proroga dell’incarico per un altro anno a titolo assolutamente gratuito (salvo i rimborsi spese. Arrivato nel 2014 dalla Lombardia dove guidava la “Acque pubbliche holding”, società che gestisce la risorsa idrica per 192 Comuni della Provincia di Milano, Ramazzotti ha in pratica rinunciato al compenso contrattuale di 160 mila euro lordi decidendo di amministrare per un altro anno Abbanoa per completare il suo progetto di riforma. Nelle future polemiche quindi non ci sarà stazione per le accuse sui manager lautamente pagati usata spesso per mascherare i veri problemi. «Mi è stato chiesto dalla Regione di restare per proseguire un progetto ambizioso che riguarda la più importante impresa dell’Isola», ha commentato Alessandro Ramazzotti: «Lo faccio nell’interesse della mia terra, a sostegno di chi in questi anni ha concepito e reso possibile l’idea  di una grande impresa pubblica del servizio idrico  e per tutti coloro che anche in anni difficili si sono spesi con impegno e dedizione per difenderla, rafforzarla e rilanciarla. Ringrazio i soci che hanno dimostrato di credere nel progetto e che mi hanno confermato la loro fiducia in modo così ampio». Insomma anche i sindaci più critici hanno dovuto dare atto (o non partecipando all’assemblea evitato il confronto e sostanzialmente avallato quello che in ogni caso è un giudizio quasi all’unanimità) al manager nuorese della sua professionalità, ringraziandolo e votando la sua riconferma quasi all’unanimità., secondo le ricostruzioni circolate avrebbero votato contro il bilancio solo i primi cittadini  Pieruccio Carbini (Santa Maria Coghinas), Emanuele Ccra (San Nicolò Arcidano), Luca Corrias (vicesindaco Marrubiu) e Annamaria Dore (Uras). Nell’assemblea degli azionisti del 28 luglio non hanno quindi contato le dichiarazioni buone spesso per strappare un titolo sul giornale, tacitare gli amministrati imbufaliti se non giocare allo scaricabarile, ma i numeri sciorinati da Ramazzi e riassunti nel report della stessa società. Abbanoa ha chiuso il bilancio 2016 con un utile di 8,6 milioni di euro («grazie a una incisiva azione di contenimento dei costi operativi con un’attenta programmazione e monitoraggio dei budget previsti per gli interventi di manutenzione»), un fatturato di 396 milioni (più 11% rispetto al 2015), investimenti in crescita (più 33,85 milioni) e trend degli incassi positivo (consolidato anche nel 2017), confermandosi primo soggetto industriale della Sardegna, motore economico e finanziario per le aziende del comparto. «Il 2016 – si legge nella relazione riassuntiva – è l’anno che senza dubbio testimonia il consolidamento del processo di ristrutturazione e di ampliamento delle attività a favore del cliente: sono stati contenuti i costi a livelli inferiori al 2002 ed è stato raggiunto un margine operativo di esercizio positivo per 81 milioni, con una differenza abissale in rapporto al 2002, quando con la somma delle precedenti gestioni il margine operativo di esercizio risultava negativo per 66,5 milioni di euro. Impegnata in un salto tecnologico che punta sull’innovazione e l’efficientamento di impianti e reti, Abbanoa rappresenta una realtà caratterizzata da un forte profilo industriale, pronta a cogliere le sfide della quarta rivoluzione industriale, che attraverso l’industria 4.0 porterà alla produzione del tutto automatizzata e interconnessa. Per quanto riguarda il panorama nazionale, il Gestore del servizio idrico integrato della Sardegna è una delle principali società in house del servizio idrico integrato in Italia ed è – con Acquedotto Pugliese e Smat – terza per valore della produzione tra i soggetti pubblici». Per entrare nel dettaglio del bilancio, quindi anche i sindaci-azionisti – presenti e assenti – non hanno potuto fare altro che prendere atto anche del margine operativo della società che, sottraendo i costi operativi ai ricavi da vendita, risulta positivo per 81 milioni di euro mentre «nel 2002 le gestioni preesistenti alla nascita di Abbanoa, macinavano un margine operativo negativo di meno 66,5 milioni». Significativa anche la riduzione dei costi operativi. Abbanoa gestisce 13mila chilometri di reti, circa 900 impianti di sollevamento, 347 depuratori e 42 potabilizzatori (su un totale di 47, di cui tre con semplice filtrazione) che nel 2016 hanno prodotto oltre 250 milioni di metri cubi d’acqua potabilizzata, utilizzata dai clienti di tutta la Sardegna e successivamente depurata per essere restituita all’ambiente. «Spendiamo di meno garantendo il doppio dei servizi delle gestioni passate», si legge nel report:«Ii costi operativi di questa immensa industria dell’acqua sono pari a 200 milioni di euro mentre nel 2002 le precedenti gestioni avevano costi operativi di 177,7 milioni di euro. Importo che, adeguato all’inflazione, è oggi pari a 220 milioni». Buone notizie anche sul fronte degli investimenti cresciuti nel 2016 di 33 milioni, «nonostante una congiuntura economica ancora sfavorevole per l’intera economia della Sardegna»: le migliorie sui depuratori sono cresciute di cinque milioni; quelle sui potabilizzatori di oltre tre milioni; sei milioni quelle su condutture e opere fognarie; 14 milioni in più per opere idriche. Nel corso del 2016 Abbanoa vanta il consolidamento dell’utilizzo della metodologia balanced scorecard che ha consentito alle sue varie strutture «di operare per processi e per progetti in una logica di costante miglioramento», ma soprattutto la scelta di puntare sulla digitalizzazione e sulle nuove tecnologie: «Sul fronte delle letture – si legge ancora nella relazione esplicativa del bilancio  – Abbanoa ha rivoluzionato completamente la rilevazione dei consumi delle utenze. Dopo aver introdotto le letture certificate tramite palmari elettronici e la fatturazione esclusivamente a saldo (salvo i casi di contatori interni alle abitazioni) trimestrale nei grandi centri e quadrimestrale in tutti gli altri Comuni, il 2016 segna l’aumento delle letture certificate da fotografia, che ha consentito la riduzione del quantitativo di letture con verbale per l’avvio dell’importante progetto di digitalizzazione-Work Force management. Le letture certificate sono passate da 2.048.304 (2015) a 2.398.422 (2016). Di notevole importanza è anche il dato sui nuovi contatori installati: dagli 85.457 del 2015 si è passati ai 96.846 del 2016». Viene inoltre definito come «importante» anche il risultato ottenuto sul fronte dei debiti, con  il risparmio di oltre 13 milioni di oneri per gli interessi (calati dagli 82.260.770 milioni del 2015 a 69.040.741), mentre i debiti con i fornitorisono passati da 159,6 milioni di euro nel 2015 a 137,9 milioni al 31 dicembre 2016 con una differenza di oltre 21 milioni.

AGGIORNAMENTO

Una grande ombra oscurerebbe il bilancio di Abbanoa: 700 milioni di crediti. La denuncia – finora senza risposta – arriva dal deputato Mauro Pili che in un video diffuso sul web paventa il rischio che questa somma sia in realtà la dimostrazione di un futuro salasso per i cittadini. In sostanza – dice Pili – se gli utenti sono 712 mila, ognuno in media deve quasi mille euro. Adiconsum, l’associazione dei consumatori impegnata su più fronti contro Abbanoa, dal canto suo con il segretario regionale Giorgio Vargiu, ha accusato i sindaci, compresi gli assenti, di «tradimento».