Abbanoa, gli strali di Pili sull’assemblea di domani

Il presidente di “Unidos” Mauro Pili ha giocato d’anticipo sull’assemblea degli azionisti di Abbanoa (Comuni e Regione) che domani dovrà eleggere il nuovo amministratore delegato e approvare il bilancio 2017 del gestore unico del servizio idrico sardo. L’ex deputato, con un esposto all’Autorità anti- corruzione e una segnalazione alla Corte dei Conti, accusa da un lato la Giunta regionale di «inequivocabile, indebita e irrituale sovrapposizione e ingerenza della giunta nella procedura seguita dall’EGAS per l’individuazione della terna per l’affidamento della carica di Amministratore Unico del Gestore Unico Abbanoa S.p.A.» e dall’altro l’ente gestore di aver presentato per il 2017 un bilancio consuntivo dal quale emergerebbe «un disastro finanziario senza precedenti con numeri da fallimento sicuro». In particolare per quanto riguarda i conti, Pili segnala ai giudici contabili «un fondo di svalutazione crediti, di soldi che vengono di fatto dichiarati irrecuperabili, per una cifra spaventosa: 290 milioni di euro. Crediti che si ipotizza non potranno essere mai incassati. Una cifra che dimostra come Abbanoa, in questi 11 anni, preveda di perdere il corrispettivo di oltre un anno di fatturato». Inoltre metà fatturato annuale risulterebbe bloccato perché – sempre secondo Pili – «124 milioni di consumi già accertati non possono essere fatturati perché il sistema informatico è da mesi fuori uso. Su questi ultimi ovviamente si perdono la liquidità aziendale e gli interessi attivi di cui Abbanoa avrebbe diritto dalla scadenza della fattura». Da parte di Abbanoa non è arrivata ufficialmente nessuna risposta. Molti interrogativi saranno sciolti con tutta probabilità oggi proprio in sede di illustrazione del bilancio da Alessandro Ramazzotti, al suo ultimo appuntamento visto che nell’assemblea dei soci del 2017 (foto in alto), alla scadenza del mandato triennale aveva accolto, rinunciando però all’indennità, l’invito della Regione di restare incarica per un altro anno. La replica, invece è arrivata indirettamente dalla Giunta regionale che, come azionista di maggioranza di Abbanoa, (detiene il 70,90% delle azioni, il resto è in mano ai Comuni), ieri 24 luglio – si legge in una nota ufficiale – ha «espresso voto favorevole all’approvazione del bilancio d’esercizio 2017 della Società Abbanoa S.p.A.». Più delicata dal punto di vista politico appare l’elezione dei nuovi organi di gestione. Per la sostituzione di Ramazzotti, il Comitato istituzionale di Egas (Ente per la gestione dell’abito della Sardegna presieduto dal sindaco di Nurachi Renzo Ponti e composto dai primi cittadini di Sassari, Nicola Sanna; Maracalagonis, Mario Fadda e Macomer, Antonio Succu; ha scremato le otto candidature conseguenti a un avviso di manifestazione d’interesse indicando la terna dei candidati su cui si dovrà votare domani: Andrea Bossola, direttore dell’area industriale delle reti della romana Acea; Ivo Monteforte, ex amministratore unico dell’Acquedotto Pugliese, e Abramo Garau, ex direttore generale della Provincia di Cagliari.  L’ira di Pili ha investito Bossola perché lo scorso 26 giugno la Giunta regionale ha deliberato di «individuare l’ing. Andrea Bossola quale candidato proposto dall’Amministrazione regionale per il ruolo di Amministratore unico della società Abbanoa S.p.A., da inserire nella terna che l’EGAS proporrà all’assemblea dei soci del gestore unico». Vedendo in questo atto un’indebita pressione e esaminando il curriculum del manager il leader di “Unidos” ha tratto un giudizio pesantissimo: «Renzi, Pigliaru e Maninchedda mettono le mani sull’acqua della Sardegna. Per farlo indicano il nuovo amministratore unico di Abbanoa con il chiaro obiettivo di privatizzare la gestione del servizio. Siamo davanti all’ennesimo piano di colonizzazione della nostra Isola, vogliono privatizzare l’acqua sarda».  Perché?  «Dal curriculum si evincono due dati chiari ed evidenti», alza il tiro Mauro Pili: «La familiarità con l’ambiente fiorentino legato all’ascesa di Renzi e poi quella dimestichezza alla privatizzazione delle società pubbliche con la partecipazione attiva proprio della banca di riferimento renziano, il Monte dei Paschi di Siena. Ed è proprio Andrea Bossola, candidato di Pigliaru e Maninchedda, a vantarsi di aver partecipato attivamente “alla stesura della nuova legge per la privatizzazione delle società pubbliche di servizi idrici e fognari”». L’unica replica diretta a Pili è arrivata da Paolo Maninchedda. L’ex assessore regionale ai Lavori pubblici dimessosi il 29 maggio dello scorso anno, sempre secondo Pili governerebbe in realtà ancora l’assessorato retto da Edoardo Balzarini che ha proposto in giunta il nome del manager fiorentino. «Le redazioni dei giornali sono state raggiunte da una mail che mi indica come sponsor di un certo dottor Bossola per la carica di Amministratore unico di Abbanoa», ha fatto sapere il 23 luglio Maninchedda dal suo profilo Facebook precisando che:  «1) non so chi sia, che faccia e che curriculum abbia il dottor Bossola; 2) sono profondamente convinto che l’amministratore unico di Abbanoa debba essere espresso liberamente e serenamente dai Comuni; 3) sono convintissimo della bontà del lavoro svolto in questi anni dalla Regione (capitalizzazione; risanamento; investimenti; restituzione della società ai Comuni); 4) penso che il futuro di Abbanoa sarà tanto più roseo (c’è ancora tantissimo da fare e da migliorare) quanto più la politica regionale si terrà a distanza dalla gestione e si limiterà a esercitare con competenza e precisione le funzioni di controllo che competono a ogni socio; 5) oggi bisogna essere lieti che il processo di restituzione della società ai Comuni stia avvenendo serenamente e non drammaticamente e di fronte al tribunale fallimentare come stava accadendo quando diventai assessore nel 2014; 6) un amministratore espressione dei Comuni sarà sicuramente garante di un ulteriore passo avanti negli investimenti, nella qualità del rapporto con i clienti, nella gestione del ciclo dell’acqua all’insegna della qualità e della sostenibilità. Insomma, io non c’entro nulla con l’eventuale scontro, tutt’altro che auspicabile, tra candidati dei Comuni e della Regione e se dovessi scegliere che cosa fare come Regione, appoggerei il candidato con maggiori consensi tra i Comuni. Abbiamo fatto la svolta del risanamento, adesso – conclude Maninchedda –  va fatta fino in fondo la svolta della restituzione ai Comuni, con onori e oneri». Oltre la polemica il messaggio di Paolo Maninchedda è chiaro: il pallino è tornato in mano ai Comuni e ora spetta ai sindaci fare per intero la loro parte. Se, infatti, anche l’autorità anticorruzione ha censurato il ruolo monopolista della Regione, spetterà ai rappresentanti domani eleggere l’amministratore unico e i nuovi organi di Abbanoa. Un patto parasociale, infatti, svincola il peso del voto dal numero delle azioni: il 70% di capitale sociale della Regione nell’urna varrà  per il 20 per cento;  e, nel contempo, per esempio, Cagliari avrà il 17,36, Sassari il 12,76, Nuoro il 3,8. Resta da vedere quali alleanze sarà capace di attivare la Regione e come i Comuni si coalizzeranno. Poco incoraggiante per un fronte il più possibile unitario si sarebbe dimostrata il 19 luglio l’assemblea dei sindaci convocata dall’ANCI il 19 luglio a Ghilarza.  All’incontro su “Sistema idrico integrato: i comuni della Sardegna tra l’ente di governo dell’ambito (Egas) e la società di gestione” erano presenti solo una ventina di sindaci che si sono distrattamente confrontati su un documento di principi. In realtà tanti pensavano ai nomi e sicuramente, le alleanze non sono motivo di confronto pubblico.