A lezione di archeologia

A celebrare il ventesimo corso di Archeologia, “l’impronta del Pellegrino” della chiesa medievale di Sedini. I soci dell’Archeoarci-Nuoro l’hanno voluta come testimone del loro impegno, sul frontespizio del programma 2019. «Anche noi, – afferma la responsabile di Archeoarci Tina Santoni – camminiamo molto durante tutto l’anno. Con l’obiettivo di proporre ai partecipanti storici e a quelli nuovi, le realtà più innovative della ricerca archeologia in Sardegna. Andiamo per siti, come pellegrini, con immutata volontà di documentazione, seguendo, anche nei nuovi scavi, docenti e archeologi, quasi “pedinandoli” per portarli a raccontare la loro scienza nel novembre archeologico nuorese». Pagine di cultura autentica e originale che dal 5 novembre al 1° dicembre verranno scritte nell’auditorium della Biblioteca Satta di Piazza Asproni. Ogni serata ha un suo filo logico e una costruzione scientifica proposta da docenti che arrivano in città animati dalla volontà di diffondere i risultati delle loro ultime ricerche. Il compito di avviare le lezioni a Stefano Giuliani, giovane funzionario Archeologo, Direttore del Museo Archeologico Nazionale Giorgio Asproni di Nuoro. Farà il punto e descriverà lo stato dell’arte del ricostituendo Museo Nazionale nuorese, le innovazioni e le prospettive dei progetti in corso e quelli futuri. O quale location verrà riservata alla giovane “Sisaia”, la donna vissuta nel primo bronzo, riemersa dalla preistoria in una grotta della valle di Lanaitho, e sopravvissuta ad una trapanazione cranica. Una comunicazione quella di Stefano Giuliani che la città e la Sardegna attendono. Tutti sanno che lo sviluppo culturale di Nuoro passa anche dal Museo Giorgio Asproni. E in questo percorso si inserirà la lezione di Gian Luigi Marras, funzionario archeologo nella Soprintendenza per il Nuorese. Per gli allievi del 20° corso, luogo di grande attrazione, con visita guidata, sarà il 10 novembre, l’indagine al sito di Noddule, sulla vecchia provinciale per Orune. Circoli megalitici, Nuraghe complesso, Capanna delle riunioni, pozzo sacro, ruderi di insediamento romano, pezzi forti della narrazione delle due giovani guide, Antonia Pintori e Mario Cabiddu, che da qualche anno vivono in simbiosi con pietre e bosco di lecci e sughere in su Linnamine, su quell’altipiano di storie rinate. Sarà l’intera Isola l’aula nella quale verranno immersi
i corsisti. Dalla ricostruzione dell’età fenicia e Punica, con i simbolismi degli scarabei in steatite e fayence, dell’archeologo Enrico Dirmiti, rinvenuti anche nel sito archeologico di Arcu Is Forros di Villagrande e Nurdole, Nuoro/Orani, alla chiesa e il monastero di Santa Chiara a Oristano, nel profondo medioevo, con Andrea Pala, professore di Storia dell’Arte medievale, sino ai racconti e alla visita guidata dello scavo nel nuraghi S’Urachi di San Vero Milis. Ne parlerà a lungo Alfonso Stiglitz, direttore del museo civico del paese dell’Oristanese. In questo giro culturale di Sardegna, gli allievi del corso verranno “catapultati” in Anglona. Sarà Nadia Canu, funzionaria archeologa per la Soprintendenza Sassari e Nuoro, a parlare di Cantieri al pozzo sacro di Predio Canopoli (Perfugas), del complesso archeologico di Irru (Nulvi), della necropoli di Murrone (Chiaramonti). Don Francesco Tamponi, dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici Diocesi di Tempio Ampurias, tenterà di scoprire storie e segreti di Monasteri e Monaci nel medioevo della Sardegna, con un occhio particolare verso le cose ancora non dette sui Templari. Un passo indietro, nell’età Paleo Cristiana per la pittura Iconica e Aniconica di cui parleranno la professoressa dell’università di Cagliari Rossana Martorelli e Marcella Serchisu, archeologa della stessa università. Completeranno il corso, le visite al Museo di Tergu e Bulzi, guidati dalla cooperativa “Simbranos” e alla Necropoli a domus de janas di Sant’Andrea Priu di Bonorva, dove una delle tombe è stata trasformata in chiesa Paleocristiana, accompagnati da Alberto Virdis, storico dell’Arte medievale.
Le iscrizioni si effettuano esclusivamente presso la sede dell’Archeoarci (piazza Vittorio Emanuele, 25 a Nuoro), sino a lunedì 4 novembre. Per informazioni tel. 320/0178513 o collegarsi al sito web: www.archeoarcinuoro.it

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