Fondi periferie, le debolezze di Nuoro

Mentre alla Camera ieri scoppiava la bagarre, il sindaco di Nuoro ha fatto sentire la sua voce solo dalla sua pagina Facebook: «Continua – ha scritto Andrea Soddu – la battaglia dei sindaci per difendere il Bando periferie. Vogliamo portare le periferie al centro dell’agenda del governo. Lo ha ha fatto ieri il presidente Anci Antonio Decaro durante l’incontro con il presidente del Consiglio Conte. Lo faremo ancora. I nostri progetti sono troppo importanti per il futuro delle nostre città e non possono rimanere in un cassetto». Nessun accenno a quello che sembra il vero problema che rischia di cancellare i 18 milioni già assegnati a Nuoro e confermato ieri da una delle tante dichiarazioni rimbalzate da Roma: «I fondi ci saranno per tutti e saranno garantiti con una norma ad hoc da inserire nel prossimo provvedimento utile del Governo così che si possa recuperare la realizzazione di quei progetti che sono già in fase esecutiva», ha detto sempre ieri il deputato di del Movimento 5 stelle Davide Zanichelli (Agenzia Dire). Parole che perpetuano un equivoco sulla reale portata dell’accordo che sta provocando forti tensioni anche all’interno dell’Anci dopo l’incontro di martedì sera con il presidente del Consiglio perché se il presidente dell’Associazione Comuni d’Italia Decaro parla di un recupero di tutti i progetti firmati da 96 sindaci lo scorso dicembre con il presidente del Consiglio Gentiloni (foto in alto) nel giro di tre anni, il premier Giuseppe Conte ha confermato la sua disponibilità a «una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata. In sostanza, questo garantirà un’agevole prosecuzione dei progetti già esecutivi». Al piano di Nuoro mancano però i due progetti esecutivi più importanti (ex Mulino Gallisai e ex Artiglieria) per i quali è stata richiesta una proroga mai concessa. Quindi – accordo o non accordo – il rischio di dover rinunciare a quei fondi è reale (https://www.ortobene.net/piano-periferie-brutte-notizie-nuoro/). Quella di Conte poi è considerata poco più di una promessa che tra l’altro ha vacillato dopo poche ore visto che ieri mattina alla Camera il Governo ha messo la fiducia sul decreto “Milleproroghe” facendo decadere anche l’emendamento che tendeva a recuperare i 96 progetti per oltre i miliardo di euro di finanziamenti statali bloccati al Senato. Per protesta proprio su questo aspetto i parlamentari del Pd hanno occupato l’aula e si mostrano molto scettici sul fatto di un prossimo decreto del Governo per recuperare i fondi del Piano periferie quando per tradurre in legge il controverso accorso sulla parola di martedì sarebbe bastato votare quell’emendamento visto che in ogni caso il provvedimento è stato modificato e deve tornare per una terza lettura al Senato. A non fidarsi sono gli stessi amministratori che, non fidandosi del Governo e temendo che la promessa di Conte sia solo un sistema per prendere tempo, dalla protesta sono passati all’azione, come riporta l’Agenzia Dire, rilanciando le parole del sindaco di Pesaro: «Ho dato mandato all’Avvocatura comunale per intraprendere ogni possibile iniziativa sul piano legale valutando i danni arrecati dalla cancellazione unilaterale del contratto siglato a Palazzo Chigi», ha detto Matteo Ricci riassumendo concetti estendibile anche a Nuoro: «A nostro avviso emergono profili di illegittimità. Sono stati violati obblighi convenzionali tra le parti. Fino a quando non si rivedranno le cose, con atti certi, andremo avanti per vie legali.  Ci fermeremo solo quando vedremo il recupero dei fondi in una nuova norma. Rileviamo la gravità del metodo che diventa un precedente per qualsiasi cosa. Se un Comune non si può fidare di un contratto firmato con lo Stato siamo al paradosso. Abbiamo il dovere di difendere la città». Ricorsi nel giro di una settimana hanno annunciato anche, tra gli altri, gli amministratori di Bologna e Firenze, ma la situazione è variegata tra Comune e Comune e quella di Nuoro sembra particolarmente debole anche rispetto alle parole del presidente dell’Anci: «Abbiamo ottenuto l’impegno del capo del governo perché tutti quei soldi siano recuperati, sebbene rimodulati nel tempo, tenendo conto delle esigenze di ogni Comune». Una posizione che sembra far ben sperare anche Andrea Soddu ma che viene contestata da molti amministratori tra cui il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, come dimostra questo lancio dell’Agenzia Dire.

 SINDACO PALERMO: “ASSOCIAZIONE NON PUÒ APPARIRE STAMPELLA DEL GOVERNO” (DIRE) Palermo, 12 set. – «Sulla vicenda del Bando periferie appare del tutto incomprensibile la scelta del presidente dell’Anci di accettare quello che appare un inspiegabile e pericoloso rinvio da parte del governo e della maggioranza». Lo afferma in una nota il sindaco di Palermo, e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando. «Se davvero il governo ha ammesso l’errore nell’aver sostenuto il blocco del bando, che comporta in tutta Italia il blocco di interventi per oltre un miliardo di euro, che solo nella città e nella Città Metropolitana di Palermo sono oltre 200 milioni, non si capisce cosa impedisca in questa finestra legislativa di apportare le necessarie correzioni – aggiunge Orlando -. Il cosiddetto “Milleproroghe” dovrà comunque tornare al Senato e non c’è quindi migliore occasione di questa per riparare a un errore». Secondo il sindaco di Palermo «se fossero confermate le voci che circolano circa una “calendarizzazione” dei contributi oggi bloccati, non si può non chiedersi con quali criteri, priorità e con quali tempi saranno scelti i Comuni che accederanno ai fondi. È un dubbio che devono sciogliere tanto il governo quanto il Presidente dell’Anci, perché quest’ultima non può apparire una stampella governativa – conclude Orlando – rinunciando al proprio ruolo di rappresentanza del sistema di tutte le autonomie locali». (Sac/ Dire) 13:52 12-09-18 NNNN
Se Orlando si dice molto preoccupato, di criteri, priorità e con quali tempi saranno scelti i Comuni che accederanno ai fondi, Nuoro avrebbe più di un motivo per disperarsi e non solo perché rischia di pagare a caro prezzo il mancato rispetto dei tempi di progettazione previsti dalla convenzione firmata col Governo. A non aiutare, infatti, è anche la crisi strisciante in atto con la maggioranza traballante, una giunta più che dimezzata (da due mesi governa il sindaco con il vice Sebastian Cocco e l’assessora Valeria Romagna, l’aut-aut della Regione per la mancata approvazione degli equilibri di bilancio e le possibili dimissioni di Andrea Soddu: un commissario sicuramente non avrà la forza e l’autorevolezza per riuscire a inserire il capoluogo barbaricino nell’elenco delle città a cui riassegnare i fondi recuperati del Piano periferie.
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