90 milioni contro il rischio idrogeologico

Novanta milioni del Patto per la Sardegna investiti per quello che la Regione definisce «un importante e ingente intervento per mitigare il rischio idraulico e idrogeologico negli abitati dei Comuni sardi in cui esistono situazioni di pericolosità molto elevata». L’annuncio dello stanziamento per eliminare il rischio dei canali tombati che hanno coperto i fiumi nei centri abitati e la ristrutturazione di ponti-trappola, arriva alla vigilia del quarto anniversario del Ciclone Cleopatra, l’alluvione che il 18 novembre del 2013 devastò la Sardegna colpita da una bomba d’acqua che ha visto cadere sull’Isola circa 450 millilitri di pioggia in 12 ore con tre morti nei paesi della diocesi di Nuoro (l’agente di pubblica sicurezza Luca Tanzi sul ponte crollato nella strada Oliena-Dorgali, l’anziana disabile Maria Frigiolini a Torpè e l’allevatore Giovanni Farre, il cui cadavere non è stato ritrovato a Bitti) e tredici in Gallura (Bruno Fiore, Sebastiana Brundu, Maria Loriga, Patrizia Corona, Morgana Giaconi, Anna Ragnedda e Maria Massa,Francesco Mazzoccu, Enrico Mazzoccu a Olbia; Isael Passoni, Cleide Mara Rodriguez e i figli Weriston e Laine Kellen a Arzachena). Oltre agli investimenti in corso, solo lo scorso 8 novembre il Governo ha sbloccato i fondi stanziati per risarcire le imprese (vedi https://www.ortobene.net/alluvione-2013-fondi-nazionali-alle-imprese/), ora la Regione sembra decisa a investire sulla prevenzione proponendosi di «superare i casi di maggiore rischio idraulico, livello Hi4, segnalati direttamente dagli Enti locali, che derivano da 57 canali tombati in 40 Comuni dell’Isola e per migliorare la sicurezza di 13 attraversamenti di corsi d’acqua. L’elenco degli interventi approvato dalla Giunta, presentato oggi in una conferenza stampa, è un nuovo tassello alla lotta al rischio idrogeologico, per la quale la Regione mette in campo complessivamente oltre 500 milioni di euro. In particolare per i canali tombati, «che rappresentano la principale causa di dissesto idrogeologico negli abitati», sono stati stanziati 55 milioni 460mila euro, che si aggiungono ai 14 milioni del POR già destinati in precedenza ad altri 13 interventi. Nell’elenco, per quanto riguarda la Diocesi di Nuoro, figurano quattro Comuni: Dorgali, due milioni e mezzo di euro; Galtellì, 250 mila euro; Lula, due milioni e mezzo; Nuoro sei milioni e 50 mila euro; mentre sui fondi Por era già stato inserito  Orosei per 2,030 milioni.

Per la sicurezza dei ponti ci sono invece 34 milioni 660 mila euro che comprendono anche 4.117.800 per il ponte di Oloè, sulla Dorgali-Oliena attualmente chiuso al traffico per ordine della procura della Repubblica di Nuoro nonostante un primo intervento di quasi tre milioni. Il nuovo stanziamento – spiega la Regione «è finalizzato al ripristino della percorribilità del ponte stradale mediante il miglioramento della funzionalità idraulica in prossimità delle spalle e delle pile della struttura e il consolidamento statico». Sempre alla voce ponti di particolare rilievo lo stanziamento di undici milioni e mezzo di euro per il completamento e la sistemazione idraulica del fiume Cedrino e del ponte di accesso a Galtellì; mentre a Budoni si prevede la spesa di oltre due milioni per la demolizione e la ricostruzione del ponte della strada comunale.

 

Il GOVERNATORE. «Stiamo intervenendo sulle conseguenze di scelte sciagurate del passato, che oggi determinano rischi altissimi per la popolazione – ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru – ,e lo stiamo facendo molto in fretta, consapevoli che non c’è tempo da perdere. Se alcune opere le abbiamo già realizzate e altre avviate, ora continuiamo a lavorare per mettere in sicurezza, nella massima misura possibile, tutti i territori che hanno questa importante componente di rischio. Possiamo farlo perché attraverso il Patto per la Sardegna, che ancora una volta mostra tutta la sua concretezza, siamo riusciti a far arrivare le risorse per portare avanti tutte le azioni necessarie con la massima determinazione e la massima velocità consentita dalle regole». L’assessore regionale dei Lavori Pubblici Edoardo Balzarini parla dal canto suo di «sforzo straordinario in termini di risorse da parte dell’amministrazione regionale, che vede una forte integrazione fra diverse fonti di finanziamento, provenienti da fondi europei, nazionali, bilancio regionale, mutuo infrastrutture. La Regione è in campo contro il dissesto idrogeologico e lo fa come Commissario delegato del Governo, attraverso l’assessorato dei Lavori Pubblici che è soggetto attuatore. Ciò consente – spiega ancora l’assessore – di operare con procedure più snelle, contabilità speciale e un ufficio strutturato dedicato. La programmazione degli interventi è il frutto di un lungo lavoro fatto di sopralluoghi e verifiche, e soprattutto non è calata dall’alto, ma parte dalle reali emergenze nei territori. Va detto che qualunque investimento non potrà mai essere sufficiente a risolvere definitivamente e in assoluto il rischio idrogeologico, che può solo essere mitigato, in quanto dipende anche da fattori non prevedibili. A tal proposito – ha ricordato Balzarini –  sono fondamentali l’attività di prevenzione attraverso i piani di protezione civile, di cui ogni Comune deve essere dotato, e la gestione dell’allerta». Dei 500 milioni di euro il destinati agli interventi contro il dissesto idrogeologico – fa sapere sempre la Regione –  185 sono riservati alle per opereall’interno del Patto per la Sardegna: oltre ai 90,120 milioni stanziati per gli interventi su canali tombati e ponti, ulteriori 94,880 milioni sono destinati a completare i lotti 2,3 e 4 di Olbia, insieme agli interventi di Cagliari e Pirri. I fondi stanziati con il cosiddetto “Mutuo Infrastrutture” sono pari a 177,1 milioni. Altri 30 milioni sono a valere sul POR 2014-2020. Inoltre 119 milioni sono relativi ad Accordi di programma. Per la pulizia dei corsi d’acqua, dalla programmazione delle annualità 2015-2017, ci sono 31 milioni, di cui 16 già ripartiti.