I 90 anni dei Patti Lateranensi

“Siamo riusciti a chiudere un Concordato che, se non è il migliore di quanti se ne possono fare, è certo tra i migliori che si sono fin qua fatti; ed è con profonda compiacenza che crediamo di avere con esso ridato Dio all’Italia e l’Italia a Dio”. Così Papa Pio XI commentava la firma dei Patti Lateranensi  avvenuta l 11 febbraio  1929 dopo quasi 60 anni di scontri sulla questione romana. La data non era casuale, era l’anniversario delle apparizioni della Madonna di Lourdes, il nome veniva da San Giovanni in Laterano dove il cardinale Gasparri per la Santa Sede e Benito Mussolini per il Regno di Italia sottoscrissero tre accordi. Un Trattato riconosceva l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede che fondava lo Stato della Città del Vaticano, la Convenzione finanziaria prevedeva un risarcimento di 750 milioni di lire a beneficio della Chiesa per le spoliazioni degli enti ecclesiastici a causa delle leggi eversive; il Concordato definiva le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa e il Governo stabilendo la norma del giuramento dei nuovi vescovi al Governo italiano che dal canto suo riconosceva le  leggi su matrimonio e divorzio e rendeva il clero esente dal servizio militare. I Patti garantirono alla Chiesa anche il riconoscimento del cattolicesimo religione di Stato in Italia, e resero obbligatorio l’insegnamento della religione cattolica a scuola, già presente dal 1923. Nel 1948 i Patti furono riconosciuti  nella Costituzione italiana, nel 1984 un nuovo Concordato stabilì che la Chiesa potesse essere finanziata da una frazione del gettito fiscale attraverso 8×1000 e che la nomina dei vescovi non richiedesse più l’approvazione del governo italiano. Fu anche stabilito che nelle scuole si potesse richiedere l’esenzione dall’ora di religione cattolica, prima obbligatoria. Da allora la religione cattolica non è più religione di Stato ma è riconosciuta come religione maggioritaria.
Novant’anni dopo la firma i Patti hanno ancora un senso in quanto permettono alla Chiesa italiana di non essere sottoposta a qualsiasi autorità politica terrena, ma di dover rendere conto della sua missione universale solo a Dio, la sua indipendenza è sacra. Resta da chiedersi se gli accordi bilaterali possano essere migliorati per garantire una reale conoscenza delle radici cristiane anche in contesti extrascolastici dove spesso il pregiudizio e il laicismo ignorano la cultura religiosa alla base della società civile.

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