Allerta ordinaria per rischio idrogeologico

Le previsioni meteorologiche (temporali forte vento e mareggiate) hanno spinto la Protezione civile a  a emettere un avviso di allerta per rischio idrogeologico, criticità ordinaria (codice giallo) dalla mezzanotte di oggi – lunedì 19 marzo fino alla mezzanotte di domani, mercoledì 20 marzo, localizzato nelle zone di allerta Tirso, Iglesiente, Campidano, Montevecchio-Pischilappiu. Oltre all’Oristanese, al Sarcidano e alcuni centri della provincia di Sassari (Anela, Benetutti, Bono, Bottidda, Bultei, Burgos, Esporlatu, Illorai, Nule), la zona di allerta del Tirso comprende anche molti paesi della diocesi (in neretto) e della provincia di Nuoro: Atzara, Austis, Belvì, Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Desulo, Dualchi, Fonni, Gavoi, Lei, Lodine, Macomer, Meana Sardo, Noragugume, Ollolai, Olzai, Oniferi, Orani, Orotelli, Ortueri, Osidda, Ottana, Ovodda, Sarule, Silanus, Sorgono, Teti, Tiana e Tonara. Secondo le previsioni di SardegnaArpa nel distretto numero 3 di Nuoro domani per tutto il  giorno cielo molto nuvoloso con rovesci e temporali isola moderati nella mattina e in serata rovesci isolati deboli e probabili nevicate al di sopra dei mille metri.

Secondo le previsioni dell’ufficio meteo dell’Aeronautica militare di Decimomannu, si avranno temporali e cumulati di pioggia pari a 20-25 millimetri in sei ore, accompagnati da raffiche di vento che potranno raggiungere i 100 chilometri orari, innescando così le mareggiate. Da qui il codice giallo nei paesi del centro-sud Sardegna dove, secondo il manuale operativo che stabisce un compito preciso  per Comuni, Regione, Province organizzazioni comunali di protezione civile e gli enti pubblici e privati legati alle infrastrutture (acqua, strade, elecittrià, trasporti, telefonia), nell livello di allerta di  criticità ordinaria possono verificarsi danni localizzati ad infrastrutture, edifici e attività antropiche interessati da frane, da colate rapide o dallo scorrimento superficiale delle acque; allagamenti di locali interrati e talvolta di quelli posti a pian terreno prospicienti vie potenzialmente interessate da deflussi idrici; temporanee interruzioni della viabilità in prossimità di piccoli impluvi, canali, zone depresse (sottopassi, tunnel, avvallamenti stradali, ecc.) e a valle di porzioni di versante interessate da fenomeni franosi; limitati danni alle opere idrauliche e di difesa spondale e alle attività antropiche in alveo; occasionale ferimento di persone e perdite incidentali di vite umane. Inoltre, si possono verificare i seguenti effetti localizzati in caso di fenomeni temporaleschi: danni alle coperture e alle strutture provvisorie con trasporto di tegole a causa di forti raffiche di vento o possibili trombe d’aria; rottura di rami, caduta di alberi e abbattimento di pali, segnaletica e impalcature con conseguenti effetti sulla viabilità e sulle reti aeree di comunicazione e di distribuzione dei servizi; danni alle colture agricole, alle coperture di edifici e agli automezzi a causa di grandinate; interruzioni dei servizi, innesco di incendi e lesioni da fulminazione». Si tratta comunque di probabili criticità considerate comunque governabili dalle strutture locali competenti con l’adozione di specifiche misure previste nei piani di emergenza e, comunque, con  il rinforzo dell’operatività a iniziare dall’attivazione della pronta reperibilità.