Siccità, rubinetti chiusi alle ore 19

Rubinetti a secco a partire da lunedì 4 dicembre dalle 19 fino al 6 del mattino successivo, con un anticipo di due ore rispetto alle ultime restrizioni a Nuoro (ad eccezione degli ospedali, zona industriale di Pratosardo e monte Ortobene), Bolotana, Gavoi, Oniferi, Orani, Orgosolo, Orotelli, Sarule e Silanus, mentre a Fonni l’acqua continuerà a mancare alle 21. «L’assenza quasi totale di precipitazioni non ha consentito infatti un miglioramento dei livelli delle due fonti di approvvigionamento, gli invasi di Olai e Govossai, che riforniscono di risorsa il potabilizzatore di Janna ‘e Ferru», spiega in una nota Abbanoa parlando di «emergenza totale» e sottolineando che «secondo gli esperti il 2017 si è classificato ai primi posti degli anni più caldi da oltre due secoli, con riflessi drammatici sulla disponibilità di risorsa idrica, non solo rispetto al comparto agricolo ma anche negli usi civili». L’ulteriore stretta si rende necessaria perché  gli attuali livelli dei due bacini del Gennargentu, senza ulteriori abbondanti precipitazioni, garantiscono una riserva solo fino a febbraio. «Nei mesi di settembre, ottobre e novembre i pochi apporti meteorici hanno permesso di riattivare (purtroppo solo parzialmente) le sorgenti del Comune di Fonni, che infatti non sarà toccato dalle anticipazioni delle restrizioni, ma non di invasare risorsa a Olai e Govossai, tanto che a oggi il volume complessivo dei due invasi è di circa 1.500.000 milioni di metri cubi. Una situazione d’emergenza, se si considera che il solo invaso di Olai ha una capienza massima di 16 milioni di metri cubi d’acqua e il Govossai può contenerne circa tre milioni. La quantità di risorsa oggi disponibile – sostiene sempre Abbanoa, rappresenta il volume utile, ovvero quello oltre il quale si andrebbero a prelevare le cosiddette “acque morte”, risorsa di scarsissima qualità con caratteristiche al limite della potabilizzazione».

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