Commissario e debiti, sindaco al contrattacco

La partita ora è tecnica o per meglio dire «gestionale». perché  «noi, portando 30 milioni a Nuoro abbiamo conseguito  una vittoria politica che altri stanno tentando di vanificare a danno della città». È questa in sintesi la linea scelta stamattina dal sindaco di Nuoro Andrea Soddu nella conferenza stampa convocata sull’onda delle polemiche scatenate dalla nomina del commissario ad acta in sostituzione della giunta che non è riuscita a predisporre lo schema di rendiconto da presentare al Consiglio nei termi previsti e derogati due volte. Polemiche rinfocolate dalla lettera firmata dal direttore del Servizio Enti locali Giovanni Antonio Carta che sostanzialmente, chiedendo al Comune un elenco aggiornato e ristretto esclusivamente ai debiti fuori bilancio derivanti dagli espropri, ipotizza un riconteggio della somma di 30 milioni di euro in quattro anni assegnata al Comune di Nuoro e addirittura un ricalcolo degli importi già accreditati per il 2018 e 2019 destinato a incidere sul rendiconto di gestione dello scorso anno, oltre a rivedere il bilancio di previsione 2019 approvato un mese fa (https://www.ortobene.net/comune-nuoro-rischia-un-buco-13-milioni/). Una botta da 13 milioni di euro, secondo calcoli della sardista Claudia Camarda: «Risponderemo oggi a quella lettera, è previsto anche un incontro con il funzionario interessato», ha risposto a precisa domanda Andrea Soddu senza addentrarsi in ulteriori commenti tecnici, forse perché Giovanni Antonio Carta è anche il commissario nominato per portare a compimento lo schema di rendiconto 2018. Tredici milioni di euro a rischio se dal primo elenco dei debiti presentati in Regione verranno decurtati tra l’altro gli interessi sui mutui, il deficit dell’Azienda trasporti, il risarcimento all’impresa per l’appalto finito male a Sedda Ortai. «Non vorrei entrare in calcoli che fanno i dirigenti e i funzionari che hanno la mia fiducia. Gli uffici si sono comportati in base alla legge, noi abbiamo fatto una  battaglia politica e degli aspetti gestionali non possiamo e non vogliamo occuparci», ha detto Soddu.

Insomma gli oppositori che hanno segnalato il problema starebbero anche invadendo campo altrui («vestendo abiti tecnici impropri») e in ogni caso l’elenco dei debiti che oggi la Regione contesta è stato stilato e firmato dall’allora segretario generale Antonio Puledda e la linea della «interpretazione estensiva» confermata e rafforzata dall’attuale massimo dirigente Giorgio Musso, subentrato a Puledda, anche se in questo caso Soddu ha fornito un puntello politico sostenendo che il vocabolo onere è stato inserito in legge proprio per non limitarne gli effetti solo agli espropri.

Il destino dei fondi già deliberati per Nuoro si gioca quindi oggi in un confronto tra funzionari. Soddu ritiene aver fatto per intero la sua parte portando al suo Comune 30 dei 55 milioni di euro spalmati in quattro anni destinati dalla Regione a tutti le amministrazioni locali sarde: «Abbiamo condotto una battaglia in nome di tutti e tutte le richieste sono state soddisfatte, tanto che sono rimasti tre milioni di euro». Resta da vedere se anche gli altri Comuni hanno applicato un’interpretazione estensiva della norma o se si sono limitati chiedere i fondi necessari solo per i risarcimenti derivanti da espropri. Interpretazioni, appunto che a livello tecnico dovranno essere chiarite e definite nella lettera di risposta che sarà inviata oggi in Regione. Intanto sul piano politico resta la polemica interna: «Una volta che arrivano i soldi a Nuoro è possibile che qualcuno li voglia portare via e che questo qualcuno siano consiglieri comunali e regionali nuoresi? Non ci siamo lamentati del fatto che  non arrivavano risorse. Una volta che arrivano per risolvere problemi che non abbiamo creato noi, questa nuova generazione di amministratori», si è chiesto Soddu«Questo è un fatto abbastanza spiacevole. Siamo esterrefatti perché abbiamo fatto una battaglia politica molto dura che per anni ha avuto risposte politiche negative. Dobbiamo batterci tutti insieme per avere più risorse, nessuno può lottare al contrario per sottrarre fondi al Comune di Nuoro».

Parole pesanti, accompagnate da un messaggio politico distensivo nei confronti della Giunta regionale: il sindaco dice di non credere a complotti o a una presunta vendetta politica da parte dei novi govwernanti di centrodestra. Anzi lascia capire che lo stesso Psd’Az non sia compatto e condivida l’azione dei tre consiglieri comunali nuoresi né l’alleanza con la Lega. Nessuna ritorsione neanche sulla nomina del commissario ad acta. «Dire che siamo felici sarebbe troppo», ha detto il primo cittadino ribadendo la necessità di affrontare il problema alla radice se per certificare i conti del 2018 sono stati nominati 28 commissari e diffidati 68 Comuni («neanche la Regione Sarda ha approvato il rendiconto»)  e allora davanti a una situazione che vede lo Stato «prenderci a calci in faccia» tagliando le risorse e impedendo le assunzioni, è necessario che la Regione anziché limitarsi a nominare i commissari «istituisca una task force di funzionari esperti che aiutino i Comuni: questa sarà la nostra prossima battaglia – ha annunciato Soddu – anche come Anci e Conferenza autonomie locali».

Solo un breve accenno sulla questione del personale e le carenze della pianta organica che sarebbero anche alla base dell’impossibilità di chiudere il rendiconto. Spiegazione brevissima sul perché, nonostante questi problemi, il Comune lo scorso marzo ha autorizzato le mobilità in uscita senza vincolarla al contestuale ingresso di professionalità corrispondenti per bloccare ogni trasferimento una settimana fa (https://www.ortobene.net/dipendenti-comunali-nuoro-mobilita-solo-uscita/):  «Nessun dipendente è stato trasferito dal servizio Bilancio», ha tagliato corto Andrea Soddu rispondendo anche questa volta a una precisa domanda.

Tutta la conferenza stampa è stata caratterizzata dalla necessità di dimostrare che, nonostante i problemi e la nomina del commissario ad acta (cioè solo per il bilancio consuntivo), in Comune l’attività di Giunta, Consiglio Commissioni procede regolarmente. All’incontro con  i giornalisti hanno partecipato gli assessore tecnici di recente nomina Rachele Piras e Gianni Dettori e i consiglieri Michele Sotto (Italia in Comune, già La Base), Francesco Fadda (La città in Comune) e Emilio Zola (Ripensiamo Nuoro). Presenze e assenze – al netto del periodo estivo e degli impegni precedenti – che potrebbero essere interpretate in molti modi sulla reale tenuta numerica di una maggioranza che nelle prossime settimane si prepara ad affrontare il voto in Consiglio sugli equilibri di bilancio (in teoria da approvare entro il 31 luglio) e sullo stesso rendiconto 2018. Atti che tra l’altro dovranno passare al vaglio dei revisori dei conti che già un mese fa, nel parere sul bilancio di revisione, avevano espresso una riserva proprio sull’entità dei finanziamenti sui debiti fuori bilancio chiedendo un’interpretazione su quell’interpretazione estensiva che la Regione non ha confermato e anzi chiesto di rivedere (https://www.ortobene.net/bilancio-previsione-si-riserva-de-revisori/.).

Con la posizione critica di Paolo Manca, ad Andrea Soddu e alla sua giunta mancherebbe il tredicesimo voto e resta da vedere quale sarà la posizione di Fabrizio Satta, il consigliere del Pd che al contrario dei sue due compagni di gruppo con la presenza in aula ha garantito il varo del bilancio di previsione. Problemi che Andrea Soddu ha accantonato nella conferenza stampa di stamattina, rivendicando il lavoro svolto i cui risultati – ha detto – si vedranno nei prossimi anni a partire dal 2020 e 2021 quando grazie alla quota annuale dei 30 milioni di euro si potranno estinguere i mutui e spendere quelle somme oggi destinate agli interessi, per risolvere i problemi della città. Nel bilancio del sindaco a un anno delle elezioni c’è poi la programmazione della sua amministrazione, a partire dal Piano periferie, la sede dell’Università nell’ex Mulino Gallisai, l’acquisizione dell’ex Artiglieria, i campi sportivi e il decoro urbano («per la prima volta dopo tanti anni siamo riusciti a destinare 150 mila euro per il verde pubblico, parte dei quali saranno spesi per migliorare il corso Garibaldi»), opere in fase di progettazione che non potranno concretizzarsi prima del 2025. «Chiunque coglierà i frutti – è in sintesi un altro messaggio lanciato oggi da Soddu – a noi resterà l’orgoglio di aver risanato i conti, portato finanziamenti freschi da Regione, Governo e Unione Europea permettendo alla città di ripartire».

 

Completamente diversa la lettura da parte dei sardisti. Mentre i dirigenti del Psd’Az tacciono (come ha rilevato lo stesso Andrea Soddu), i tre consiglieri comunali Claudia Camarda, Viviana Brau e Graziano Siotto non arretrano di un millimetro e, anzi, ricordano che i risultati rivendicati oggi sono i il frutto del lavoro dei due assessori dei Quattro Mori, Antonio Belloi e Giuliano Sanna ch, prima della rottura sancita proprio un anno fa con la revoca delle deleghe, hanno impostato «e perseguito con gli atti i progetti della coalizione, da Nuoro e le Periferie a Monte Jaca, dall’ex Artiglieria al Mulino Gallisai agli interventi su Lollove, rallentati dalle lotte interne di una ex maggioranza alla deriva». Dal fronte Psd’Az la replica a Soddu e alleati è arrivata nel giro di due ore: «Il sindaco ha dovuto addirittura convocare una conferenza stampa per attaccare i sardisti nuoresi invece che rispondere sul merito del tema a tutti i preoccupati cittadini», si legge in una nota firmata dal gruppo consiliare sardista dove si accusa il primo cittadino di «non spiegare il perché del suo ennesimo fallimento, vedendosi commissariare ad acta dalla Regione, per la prima volta nella storia repubblicana, sotto il suo assessorato al bilancio, di cui detiene le deleghe in prima persona. Non spiega – scrivono i sardisti tenendo il punto sui debiti – non solo ai nuoresi ma nemmeno ai sindaci dei territori che dovrebbe rappresentare come presidente del Cal Sardegna, che la sua amministrazione ha dichiarato anche debiti altri, la cui copertura non è prevista dalla legge, sforando la stessa che prevedeva la copertura del residuo dei debiti derivanti esclusivamente da espropri».

Rispedita al mittente anche l’accusa di lavorare contro la città: «Non sono i sardisti nuoresi a richiedere indietro i soldi. Lo fa la Regione Autonoma della Sardegna, ossia il legislatore, che richiama all’ordine il Comune di Nuoro, nonché il sindaco e assessore al Bilancio che con quel surplus di soldi di tutti i sardi, ha anche chiuso bilanci che, diversamente, sarebbe stato arduo chiudere», scrivono Camarda, Brau e Siotto puntando al bersaglio grosso del sindaco: «Eravamo partiti con concetti quali trasparenza, condivisione, cambiamento radicale e siamo finiti con conferenze stampa, difese e accuse postume da semplici controlli disposti dalla Regione Sardegna. Se non si ha nulla da nascondere e si è agito correttamente, perché tutta questa confusa agitazione? Ci aspettavamo le sue irrevocabili dimissioni – concludono infatti i tre consiglieri comunali sardisti –  ma l’uomo ormai solo al comando, abbarbicato nel delirio di onnipotenza e senza maggioranza consiliare, continua a raccontare balle ai nuoresi. Attendiamo le elezioni per ridare la parola ai nuoresi e mandare a casa quasi cinque anni di promesse, di nulla e vuoto a perdere».

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