Mamoiada detronizza i Savoia anche dalla toponomastica

Mentre a Fonni scherzano alimentando una domanda sui social («Dobbiamo cambiare il nome al savoiardo, il nostro biscotto tipico?»), Mamoiada taglia corto e con una delibera di Giunta rimuove i nomi dei Savoia dalla sua toponomastica e intitola le strade principali del centro storico, a Eleonora D’Arborea (l’ormai ex corso Vittorio Emanuele II, dove tra l’altro si trova il Municipio) – e a Giovanni Maria Angioy quella che fino allo scorso 17 luglio era via Vittorio Emanuele III. Due re detronizzati anche dagli stradari, accomunando oggi due eroi sardi e in un certo senso completando la loro opera visto che – si legge nella delibera riguardo ai nomi scelti- «con le loro gesta sono diventati dei personaggi di spicco nel panorama storico isolano, simbolicamente ricacciano via i Savoia, gli invasori e usurpatori. Cancellando un periodo buio per l’isola e aprendo la strada ad una nuova memoria».

Due distinte delibere, una per ogni via, adeguatamente motivate come prevede la legge anche con un atto d’accusa affidato all’assessora Patrizia Gungui che ha ripercorso l’epoca dei Savoia, riscrivendo la storiografia ufficiale dimostrando che «agirono sempre contro gli interessi del popolo sardo e della Sardegna» clicca qui per leggere la delibera e la versione integrale della relazione. Nello stesso tempo, sempre in delibera vengono presentate le biografie dei personaggi valorizzati, che riproponiamo in appositi link anche per stimolare un approfondimento della storia sarda anche parte dei giovani: EleonoraD’Arborea   Giovanni Maria Angioy.

Non mancano anche a Mamoiada i perplessi perché «ci sono cose molto più importanti di cui occuparsi» ma la giunta ha soprattutto tagliato corto sulle resistenze di chi, soprattutto le attività commerciali, deve spendere per cambiare carta intestata anche negli strumenti e i documenti fiscali mentre residenti sono costretti a aggiornare i vari documenti (carta di identità, passaporto, patente di guida, porto d’armi, libretto di circolazione) e gli uffici pubblici, a rivedere lo schedario del servizio anagrafico, dello stradario e del piano topografico ed ecografico oltre alle necessari revisioni nel settore postale, dei registri immobiliari e del catasto. Un argomento che finora in altre realtà ha frenato i cambi di intestazione delle vie come a Nuoro, per fare un esempio, davanti alla proposta di cambiare il nome del corso Garibaldi per omaggiare la premio Nobel Grazia Deledda. Remore superate dalla giunta guidata da Luciano Barone anche perché – si legge nella delibera – «non crea disagi alla cittadinanza considerato che interessa un tratto di strada circoscritto e che coinvolge un numero limitato di abitazioni».

In ogni caso vale la riaffermazione di un principio: «Se vogliamo programmare un futuro degno delle aspettative per i nostri ragazzi – ha detto all’Ansa il sindaco Barone – dobbiamo avere il coraggio di scegliere su quale passato creare le nostre fondamenta su cui poggiare la consapevolezza collettiva. E noi non abbiamo dubbi sul fatto che vogliamo poggiarla su due grandi sardi che hanno fatto la storia positiva della nostra isola». Così Mamoiada fa scuola e viene indicata come esempio:
«È scandaloso – sostengono  gli indipendentisti di Liberuche nel 2019 ci siano le principali vie dei paesi e della città sarde siano ancora dedicate a sovrani italiani che si sono distinti per la crudeltà contro il popolo sardo, mentre stentano ad essere onorati o vengono messi in secondo piano i tanti personaggi che hanno dedicato la loro vita per il benessere e la libertà della nostra gente».

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