150 coristi per rendere immortale “A diosa”

L’avvocato sarulese Badore Sini nel lontano 1915 agli albori della grande guerra, non avrà sicuramente immaginato che l’abbraccio più intimo e amoroso, rintracciabile nel suo componimento poetico A Diosa, sarebbe potuto diventare un secolo più tardi l’inno non solo di una città, Nuoro, ma di un intero popolo: quello sardo. Dalla lungimiranza dell’associazione “Presenza” nasce l’idea di rendere omaggio al grande Badore Sini attraverso un progetto, che ha tutta l’intenzione di divenire storico per Nuoro e per l’intera isola e che vedrà come protagoniste assolute le formazioni corali cittadine, per la prima volta insieme sotto la guida esperta del maestro Alessandro Catte, impegnate nell’esecuzione del celebre brano Non potho reposare.
La splendida armonia cucita sui versi del Sini è figlia della città capoluogo della Barbagia, fu infatti proprio il maestro Giuseppe Rachel, direttore della Filarmonica Nuorese, nel 1920 a regalarne la prima stesura musicale mentre la definitiva consacrazione del brano avverrà a partire dagli anni ’50 grazie alla coralità di scuola nuorese che, con l’assonanza delle quattro voci maschili, contribuì in maniera assoluta a rendere imstoria mortale il brano già in voga in ambiente popolare e nei salotti buoni dai tempi della Nuoro della Belle Époque.
Nell’ambito del progetto la versione individuata che verrà eseguita dai cori nuoresi in maniera unitaria è quella edita dal compianto maestro Banneddu Ruiu, composta come riporta la datazione sullo spartito, nel 1953. A cimentarsi nella parte solistica tra gli oltre 150 coristi nuoresi che la eseguiranno, sarà il tenore Piero Pretti, nuorese doc e voce pluripremiata in varie parti del mondo. L’iniziativa figlia dell’intellighenzia dell’associazione nuorese e di un forte senso di appartenenza a una realtà popolare ben consolidata, sta riscuotendo l’interesse di vari ambiti del mondo politico e culturale a livello locale e regionale e ha l’ambizione di espandersi ancora maggiormente grazie a delle tappe fondamentali contenute nel progetto. Una di queste è senza dubbio la realizzazione di un video clip virale, a cura di Renzo Gualà. All’interno della splendida cornice di piazza Sebastiano Satta, incastonati nel capolavoro di Costantino Nivola e tra i dolmen provenienti dall’Ortobene, la coralità tutta, gemma del capoluogo barbaricino, eseguirà Non potho reposare con indosso l’austero costume nuorese al fine di realizzare un documento videografico che rimanga nella storia della coralità e nell’immaginario collettivo: il video clip sarà diffuso attraverso i nuovi mezzi di comunicazione informatici ed il dvd che sarà realizzato sarà donato a numerose ambasciate e ad altre numerose zone di interesse. Il progetto si concluderà il 16 settembre all’interno della medesima ambientazione con la presentazione al pubblico del capolavoro che resterà nella rendendo immortali i versi di Badore Sini e l’impegno della coralità di scuola nuorese.
Tra le campagne di Testone sono già avvenute le prime prove tecniche di canto alle quali hanno partecipato oltre cento coristi guidati da Alessandro Catte in una giornata che ha segnato l’inizio della nuova fase corale all’insegna della collaborazione e della fratellanza. Vari gli esponenti del mondo politico e artistico che hanno partecipato alla giornata tra i quali il sindaco Andrea Soddu e Piero Marras che hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa anche in ambito sociale: Non potho reposare non si ergerà solo a inno di un territorio ma avrà la responsabilità di diventare inno della lotta alla violenza sulle donne e testimone di una volontà popolare precisa che si arrocca in quella che è la passione per il canto che a Nuoro, dati i numeri, rappresenta una vera e propria esigenza sociale che si sta assumendo la responsabilità di tuffarsi ancora una volta nel mondo della cultura e delle tradizioni popolari con un ruolo di primissimo piano e da protagonista, rafforzando tra l’altro la candidatura della città di Nuoro a capitale italiana della cultura per il 2020.

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