Orgosolo premia le composizioni polifoniche

Il “Premio Orgosolo Beata Antonia Mesina” nel panorama dei concorsi nostrani è sicuramente il più originale: composizione musicale della durata massima di quattro minuti per polifonica (coro quattro voci a cappella) su un testo inedito in una delle varianti della lingua sarda. A proporlo per il settimo anno consecutivo  è l’Associazione polifonica orgolese presieduta da Pietro Menneas appuntamento giunto così alla sua settima edizione. Secondo il bando di concorso (consultabile integralmente cliccando qui) ogni compositore potrà partecipare con un’unica partitura completa (stampata con programmi informatici o manoscritta,informato A4, cm.21×29,7) originale e mai pubblicata, né eseguita o incisa precedentemente, inviadola in cinque copie entro e non oltre il prossimo 15 aprile alla segreteria dell’Associazione polifonica orgolese via Calamida snc, 08027 Orgosolo (Nuoro). Per ulteriori informazioni, gli interessati possono contattare gli organizzatori via mail all’indirizzo di posta elettronica polifonicaorgolese@tiscali.it o  telefonando ai numeri 349/1130504 o 334/6574975.

La proclamazione del vincitore è in programma per il 19 maggio festa della Beata Antonia Mesina a cui è dedicato il concorso diventato un fiore all’occhiello dell’Associazione polifonica orgolese  che così si presenta nel sito internet http://www.polifonicaorgolese.org: «Il nostro coro ha un’impronta prevalentemente liturgica. Infatti, tra gli scopi statutari, principalmente si pone quello di animare le celebrazioni liturgiche della comunità parrocchiale di Orgosolo. Fu costituito nel 1969 su iniziativa di don Luciano Pala. L’attuale direttore, il maestro Franco Dore, ha raccolto la preziosa eredità maturata negli anni, dando continuità e ulteriore arricchimento all’attività. Oltre all’esecuzione di brani classici per le diverse ricorrenze dell’anno liturgico, nel repertorio figurano numerose composizioni in orgolese, di carattere liturgico e non, da lui redatte ed armonizzate, con il contributo, per alcuni testi, del prof. G. Andrea Piredda. Il nostro coro ha altresì in atto un’attività di ricerca e recupero delle radici musicali religiose della nostra comunità, ai fini documentari e di adeguata valorizzazione nell’intento, appunto, di recuperare, difendere e trasmettere integro nella sua peculiarità il patrimonio di religiosità che i nostri padri ci hanno affidato come prezioso retaggio».

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