Tavolo del latte, fumata nera: se ne riparla sabato

Notizia in aggiornamento

Sospeso a Roma il tavolo del latte che sarà riconvocato sabato prossimo in Sardegna. La trattativa si è incagliata sul prezzo minimo con gli industriali che hanno detto no al tetto di un euro alzando,  davanti ai promessi interventi per ritirare dal mercato le eccedenze di pecorino romano, a 0,70 euro. Delusi ancora una volta i pastori che preparavano ulteriori proteste in vista del Tavolo di sabato. Eppure in serata era trapelato un certo, seppur cauto ottimismo quando è arrivata la notizia di un plafond di 44 milioni per ritirare 67 mila quintali di Pecorino romanp dal mercato e far risalire il prezzo azzerando le eccedenze dell’offerta: 14 milioni dal Viminale, dieci a testa da ministero Risorse agricole, Regione e Banco di Sardegna. Lo scoglio però resta il prezzo minimo. Neanche l’ipotesi di verificare fra tre mesi la situazione con la speranza di aggiornare il prezzo minimo a un euro ha convinto i pastori.

 

Piccolo ragionamento sui numeri

Proviamo a fare i conti della serva, ovviamente fidandoci delle cifre circolate tutte da confermare: se ci sono a disposizione 44 milioni di euro per ritirare dal mercato 67 mila quintali di pecorino romano al quintale verrà valutato 656, 7 euro, cioè  6.57 al chilo contro una valutazione attuale (clai.it)di  5.40-5.65, un anno fa era a 7.40, quindi il formaggio in 12 mesi ha perso 2 euro, svalutandosi del 27%, mentre il latte pagato al pastore (cifre medie) è passato da 0.80 a 0.60, perdendo il 25%. Se per l’ammasso i trasformatori (cooperative e industriali privati) guadagneranno quindi rispetto alla valutazione attuale circa un euro. Inoltre se per un chilo di Romano servono circa sei litri di latte, ai 6.57 euro del ritiro finanziato con fondi pubblici corrisponde un prezzo di latte teorico di 1,095 euro.

 

Salvini: «Le parti si sono avvicinate»

Riesce a vedere il bicchiere mezzo pieno Matteo Salvini, parlando di «passi avanti» che pure entrando all’incontro aveva giurato che non si sarebbe alzato se non dopo aver portato il prezzo del latte ovino sardo a un euro. «Sono felice  – ha detto il ministro dell’Interno al termine di una maratona durata 5 ore – di aver passato la giornata di San Valentino in mezzo ai lavoratori e ai produttori. Le parti si sono avvicinate, il governo ha già messo a disposizione soldi e la possibilità di approvare un decreto urgente, contiamo che entro poco tempo la produzione riprenda e strade, stalle e aziende ritrovino la serenità»