118, volontari e coop in cerca di soccorso

Dopo l’allarme seguito all’approvazione da parte della Giunta regionale del “Piano di riorganizzazione e di riqualificazione del servizio sanitario idoneo a garantire la sostenibilità del servizio stesso” (delibera numero 64/17 del 28 dicembre 2018), l’assessore alla Sanità Luigi Arru pochi giorni fa (18 gennaio) ha voluto «rassicurare tutti coloro che parlano di presunti tagli al servizio del 118: non è stato previsto alcun taglio del 10% delle autoambulanze, né di quelle medicalizzate né di quelle base. In particolare, per quanto riguarda gli automezzi di base gestiti dalle associazioni e dalle cooperative, ricordo a tutti che nell’ultima Finanziaria regionale sono stati previsti ulteriori 5 milioni di euro per aggiornare le tariffe».

SUMMIT A TRAMATZA.  La spiegazione evidentemente non ha convinto i rappresentanti dei sodalizi che organizzano le associazioni di volontariato del soccorso di emergenza 118 (Anpas, Avis, Misericordie) che, insieme alle cooperative sociali (193 i soggetti convenzionati in tutta l’Isola),  dai grossi centri ai piccoli paesi spesso garantiscono la copertura dei turni anche 24 ore su 24: hanno deciso di convocare un’assemblea regionale  per l’8 febbraio alle ore 16,30 nella sala riunioni dell’hotel Anfora a Tramatza. Assemblea a cui sono stati invitati lo stesso Arru e il direttore generale dell’Areus (Azienda Regionale Emergenza Urgenza Sardegna) Giorgio Lenzotti con una lettera che sintetizza i termini della vertenza segnata da due timori. «Un piano – si legge nel documento – che presenta dei tagli nei mezzi di soccorso, sui quali, invece, ritenevamo necessario un incremento di orari e postazioni, con riduzioni economiche ad un servizio che già presenta difficoltà. A questo si aggiunge l’ultima delibera della Direzione Generale ATS (l’Azienda sanitaria unica, ndr), che dà, al 31 gennaio prossimo, la scadenza della convenzione 118, senza che ci sia dato sapere se vi sia, da qualche parte, un contemporaneo atto che ne dispone i termini di proseguo».

TAGLI O INCREMENTO DEI FONDI? Un doppio chiarimento richiesto a gran voce all’assessore regionale da cui – a prescindere dall’assemblea dell’8 febbraio, si invoca una convocazione urgente, visto il «clima di incertezza», per dirimere proprio i dubbi «sulle prospettive e  atti conseguenti». Infatti se in Finanziaria sono stati destinati cinque milioni di euro per sanare la precaria situazione di associazioni e cooperative sociali costrette a lavorare a costi molto bassi che spesso hanno fatto gridare a uno sfruttamento di dipendenti e volontari, la delibera di fine anno autorizza più di una perplessità visto che, nella parte relativa alla Rete emergenza-urgenza, si parla chiaramente di risparmi attesi per tre milioni e 750 mila euro nell’anno in corso e un milione e750 mila euro per il 2020. Un taglio legato – recita l’allegato alla delibera della Giunta regionale – «all’entrata a regime del servizio di elisoccorso e conseguente disattivazione di due punti MSA (mezzo di soccorso avanzato che prevede la presenza del medico sull’ambulanza) nel 2019 e di una riorganizzazione dei punti MSB (mezzi di soccorso di base con equipaggio minimo di un autista-soccorritore 2 soccorritori addestrati) che verranno ridotti per un valore  economico pari al 10% della spesa sostenuta nel 2019 e di un ulteriore 10% per il 2020. Tali risparmi – si legge inoltre in una parentesi che ha fatto drizzare le orecchie ai diretti interessati – implicano riduzioni dei costi per l’acquisizione di servizi dalle associazioni di volontariato e cooperative 118». Non solo, sempre in delibera, si indica chiaramente anche la destinazione di una parte dei complessivi 5 milioni e mezzi di riduzioni: «Dei risparmi illustrati, una porzione pari a euro 2.000.000 è compensata da un pari incremento di costo per l’attivazione della terza base dell’elisoccorso».

GLI INCASSI DI COOP E ASSOCIAZIONI. La contraddizione è evidente anche se Arru continua a tranquillizzare, con le associazioni che dal confronto sperano di portare a casa risposte concrete sul reale utilizzo delle ulteriori risorse stanziate in finanziaria e sulle proposte presentate il 7 gennaio all’Areus di aggiornamento della convenzione per il servizio 118 e un’organizzazione dei servizi migliore e più efficiente basata proprio sulla disponibilità dei maggiori fondi. Sembra però si stia registrando una frenata sulla proposta di una convenzione-ponte con un aumento del 10-15% che consentirebbe di respirare a associazioni e coop oggi sottopagati. Attualmente, a titolo esemplificativo, una cooperativa sociale che nella sede del proprio paese garantisce per convenzione il servizio attivo di pronta disponibilità per 24 ore su 24 ogni giorno della settimana, incassa 18,76 euro per ogni ora di disponibilità in servizio attivo e per ciascun intervento un rimborso chilometrico di  17,07 euro da 0 a 15 km, 22,76 da 16 a 25 km e 84 centesimi di euro per ogni ulteriore chilometro oltre i venticinquesimo. Cooperativa-tipo che per dicembre 2018 ha incassato  in totale 18.502,01 per 80 interventi effettuati (4.544,57 di rimborsi chilometrici) e 13.957,44 euro per 744 ore di servizio attivo in convenzione.

SENZA CONVENZIONE TRA 4 GIORNI. I tempi poi non sembrano lasciar tranquilli. Con delibera numero 58 del 21 gennaio il direttore generale dell’Ats Fulvio Moirano ha prorogato fino al 31 gennaio del convenzioni con centrali operative, associazioni di volontariato e cooperative sociali  «vista la Deliberazione del Direttore Generale AREUS n. 105 del 27.12.2018, relativa alla richiesta ad ATS di proroga – nelle more del passaggio alla gestione diretta da parte di AREUS delle Centrali Operative 118 – delle convenzioni con le Associazioni di Volontariato e le Cooperative Sociali per il Servizio Emergenza Urgenza 118 della Sardegna di cui agli elenchi allegati al citato provvedimento» e «considerato che il suddetto passaggio, secondo gli accordi intercorsi tra le due Direzioni aziendali, si definisce al 31.01.2019». Anche i 23 sodalizi convenzionati in provincia di Nuoro, dal primo febbraio quindi dovrebbero dipendere dall’Areus. Intanto le convenzioni per volontà dell’Ats scadono tra quattro giorni «senza che ci sia dato sapere – ribadiscono le associazioni  – se vi sia, da qualche parte, un contemporaneo atto che ne dispone i termini di proseguo».