Latte: «Comune di Nuoro inerte e silenzioso»

Imprenditrice agricola, consigliera comunale di Nuoro, assessora all’Agricoltura e Attività produttive per appuntare mesi, costretta praticamente alle dimissioni dopo la traumatica rottura con il sindaco Andrea Soddu. Chiara Flore, impegnata in prima linea a fianco ai pastori nella vertenza per il prezzo del latte, prende carta e penna per denunciare  lo sconcerto provato «dal silenzio assordante dell’amministrazione nuorese inerte rispetto a questa clamorosa protesta che sta scuotendo gli animi della società civile pronta a schierarsi con azioni forti con l’anello debole dell’economia sarda». La tirata d’orecchi per la Giunta Soddu è doppia perché sostanzialmente si accusa l’esecutivo di inerzia davanti ai problemi del comparto agricolo: «Da cittadina nuorese – scrive l’ex amministratrice –  sollecito l’amministrazione comunale ad avviare azioni concrete di salvaguardia e sostegno al settore agropastorale, che rappresenta il motore trainante dell’economia della nostra isola, invitando gli amministratori locali, al netto delle promesse e parole, a portare avanti gli impegni assunti».
Il riferimento ha una data precisa: 7 luglio 2016, quando il Consiglio comunale di Nuoro discusse proprio di prezzo del latte e delle iniziative a favore dei pastori: «Allora, già due anni e mezzo fa – ricorda ancora Chiara Florenel mio ruolo di consigliera ho lanciato e portato  il grido d’allarme dei pastori, anticipando l’annoso problema del prezzo del latte e di tutte le altre gravi difficoltà che riguardano il comparto agropastorale. In quell’occasione ed anche in seguito – da assessora all’agricoltura – ho sollecitato la Regione ed in particolare l’amministrazione locale affinché  si facesse parte attiva nella lotta per l’affermazione dei diritti della categoria ad un prezzo equo dei prodotti, alla certezza nei tempi di pagamento dei contributi e dei premi, alla tutela e alla valorizzazione del prodotto, garantendo altresì tutti i servizi essenziali ed indispensabili per l’esercizio delle aziende. Un impegno che talvolta si è scontrato  con chi – ignorando la realtà di quel mondo  – mi accusava dell’attenzione riservata verso una realtà da me ben conosciuta».

Gli impegni presi in quella occasione «sono rimasti lettera morta». Ricordarli oggi, con i pastori in piazza che domani cercheranno la solidarietà della città, lascia l’amaro in bocca a chi, nominata assessore e costretta a dimettersi dalla Giunta, ha perso anche quel ruolo di consigliere comunale dove contava di difendere gli interessi del mondo agricolo. «L’amministrazione comunale ed il sindaco di Nuoro erano stati chiamati in quel Consiglio – cita Chiara Flore – a  “coinvolgere in un vero e proprio progetto di rilancio il mondo agricolo e zootecnico, l’artigianato e il turismo, mettendo in campo una progettualità ampia e condivisa tra gli enti locali e gli operatori dei vari comparti produttivi con l’obiettivo di promuovere la nascita di un’imprenditoria che sia capace  di garantire il potenziamento e la salvaguardia delle produzioni locali, l’ambiente, le tradizioni e la cultura, anche puntando all’ideazione di un marchio collettivo territoriale al fine di rendere riconoscibili tali produzioni ed il territorio del mercato” nonchè “alla promozione e costituzione del distretto rurale del nuorese, ove quanto espresso in precedenza trovi la giusta collocazione e il giusto riferimento organizzativo e di partecipazione”». Parole rimaste sulla carta, salvo poi prendere atto chein questi giorni al coro di proteste e solidarietà degli amministratori locali, con i barbaricini in prima fila, manca la voce del sindaco e del Comune di Nuoro.